La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso

Argenta, torna in carcere l’infermiere accusato di omicidio e maltrattamenti

Daniele Oppo
Argenta, torna in carcere l’infermiere accusato di omicidio e maltrattamenti

La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa sulla misura cautelare detentiva, dando ragione al pubblico ministero

2 MINUTI DI LETTURA





Argenta Torna in carcere Matteo Nocera, l’ex infermiere dell’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta accusato dell’omicidio pluriaggravato di un paziente e di una lunga serie di reati legati alla sua attività nel reparto di Lungodegenza.
 

Nel pomeriggio di ieri i carabinieri del Nucleo investigativo di Ferrara, con il supporto dei colleghi del Comando provinciale di Ravenna, hanno eseguito il provvedimento che ha riportato il 44enne dietro le sbarre.
 

Nocera si trovava agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nella propria abitazione in provincia di Ravenna dallo scorso febbraio, quando il giudice per le indagini preliminari aveva sostituito la misura della custodia cautelare in carcere. La sua permanenza ai domiciliari era però stata contestata dalla Procura, che aveva impugnato il provvedimento davanti al Tribunale della Libertà di Bologna. I giudici, nel maggio scorso, avevano accolto l’appello del pubblico ministero Barbara Cavallo e disposto nuovamente il carcere. La difesa dell’infermiere, rappresentata dagli avvocati Lorenzo e Giacomo Valgimigli, aveva quindi presentato ricorso in Cassazione nel tentativo di ribaltare la decisione.
 

La Suprema Corte, però, ha respinto il ricorso, rendendo definitiva ed esecutiva l’ordinanza del Tribunale della Libertà. È stato questo passaggio a determinare il nuovo arresto eseguito dai carabinieri. Dopo le formalità di rito, Nocera è stato accompagnato alla casa circondariale di Ravenna.
 

L’ex infermiere è attualmente in attesa di processo davanti alla Corte d’assise di Ferrara. È accusato di omicidio volontario aggravato per la morte di Antonio Rivola, l’83enne deceduto il 5 settembre 2024 durante il ricovero all’ospedale di Argenta. Secondo l’impianto accusatorio, l’anziano sarebbe stato ucciso mediante la somministrazione di Esmeron, un potente anestetico.
 

Le contestazioni mosse dalla Procura, tuttavia, vanno ben oltre il singolo episodio. Nocera deve rispondere anche di maltrattamenti nei confronti di diversi pazienti, falso, truffa ai danni dell’Azienda Usl e del Ministero della Salute, interruzione di pubblico servizio ed esercizio abusivo della professione infermieristica.

Le accuse sono il risultato di una lunga e complessa indagine condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Ferrara e del Nas di Bologna, che hanno analizzato documentazione sanitaria, movimentazione di farmaci e modalità di gestione dei pazienti ricoverati.
 

La difesa ha sempre respinto ogni addebito e nelle scorse settimane, dopo il rinvio a giudizio disposto dal gup di Ferrara, aveva ribadito la propria fiducia nell’esito del processo. «Noi siamo sereni, confidiamo di vincerlo questo processo», aveva dichiarato l’avvocato Lorenzo Valgimigli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google