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A San Vito di Ostellato “Ottocento” sapori per dire sì… da cinquant’anni

Marcello Pulidori
A San Vito di Ostellato “Ottocento” sapori per dire sì… da cinquant’anni

Dal ristorante è passata la storia del territorio. Il cuoco e titolare Andrea Magnani: «Le persone festeggiano qui i loro giorni più belli»

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San Vito di Ostellato Cinquant’anni di passione: Andrea Magnani e il ristorante “Ottocento da Daio”, vale a dire una storia che sa di casa. Ci sono storie che non raccontano soltanto un ristorante. Raccontano un territorio, le sue tradizioni e le persone che, con sacrificio, passione e dedizione, ne hanno scritto un pezzo importante. Quella di Andrea Magnani è una di queste.

La storia

Tutto ha inizio nel 1976, quando Andrea muove i primi passi accanto allo zio Daio, figura molto conosciuta e stimata nel mondo della ristorazione ferrarese. L’avventura parte in piazza Verdi, a Ferrara, nello storico ristorante La Suocera, una tipica osteria del centro cittadino dove si respiravano i sapori autentici della tradizione. Nel 1980 arriva il trasferimento a Libolla, piccolo paese delle campagne ferraresi. È qui che nasce il celebre ristorante “da Daio”, dove la cucina di chef Andrea trova la sua piena espressione. Una cucina fatta di esperienza, memoria e rispetto per il territorio, capace di valorizzare il pesce di mare e quello di valle senza mai dimenticare le grandi specialità della tradizione emiliana, come i tortellini di Daio. Negli anni il locale diventa un punto di riferimento per gli amanti della buona tavola, conosciuto ben oltre i confini della provincia. Nel 1989 arriva la svolta. Andrea e la sua famiglia rilevano un grande ristorante che fino a quel momento non aveva avuto fortuna. Gli danno un nome destinato a diventare un’istituzione: Ristorante 800. Da quel momento è un’autentica esplosione. Sono gli anni delle balere, delle discoteche aperte fino all’alba e delle notti che sembravano non finire mai. Quanti ricordano di essersi fermati all’800 dopo una serata tra amici, il sabato o la domenica notte? A qualsiasi ora trovavano Andrea pronto ad accoglierli con il suo immancabile sorriso e con una frase che è rimasta nella memoria di tanti: “Ragazzi, se avete bisogno di qualcosa, ditemelo... ve lo preparo». Quel modo di fare, semplice e spontaneo, è diventato il simbolo di un’ospitalità autentica.

Il presente

Oggi, dopo cinquant’anni di attività, il grande cuoco Andrea Magnani è conosciuto e stimato ben oltre i confini di Ferrara. Il Ristorante 800 è diventato difatti una realtà di livello perlomeno regionale, capace di accogliere fino a 600 ospiti e di affrontare con grande organizzazione i periodi più intensi dell’anno, come Natale e Pasqua, quando i numeri raggiungono livelli straordinari. Accanto alla ristorazione tradizionale, inoltre l’Ottocento si è affermato anche come sede per meeting, convention, convegni ed eventi.

Ma il vero patrimonio del locale sono le persone. In questi cinquant’anni intere generazioni di famiglie hanno scelto questo luogo per celebrare i momenti più importanti della loro vita. C’è chi ha festeggiato il proprio battesimo, poi la comunione, la cresima, il matrimonio e via dicendo.

«È una fortuna immensa – racconta Andrea – sapere che quando le persone pensano all’Ottocento molto spesso lo associano a uno dei momenti più felici della loro vita. È questo che ancora oggi mi fa venire qui ogni mattina con il sorriso».

Accanto a lui ci sono la moglie Pia e i figli Luca e Chiara, i quali portano avanti con passione un’eredità importante. La famiglia, negli anni, si è allargata con l’arrivo dei nipoti. Chi conosce Andrea sa che è una persona speciale. Disponibile con tutti, sempre pronta ad aiutare, incapace di dire di no quando qualcuno ha bisogno. Una qualità rara che, probabilmente, rappresenta uno dei veri segreti del successo di questo glorioso ristorante. 

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