La Nuova Ferrara

Ferrara

I danni del maltempo

Ferrara, Floricoltura Buriani in ginocchio: serre distrutte dalla grandine

Katia Romagnoli
Ferrara, Floricoltura Buriani in ginocchio: serre distrutte dalla grandine

Vetri infranti, teloni squarciati e risarcimenti molto più bassi del valore effettivo. Duro colpo per l’azienda di Fossanova San Marco

4 MINUTI DI LETTURA





Fossanova San Marco Tra le aziende messe in ginocchio dal nubifragio che si è abbattuto martedì a Ferrara e in altri territori limitrofi, spicca la Floricoltura Buriani di Fossanova San Marco. Chicchi di grandine grandi quanto il palmo della mano di Chiara, la 24enne figlia della titolare Arianna, descrivono senza parole ma in modo piuttosto eloquente le conseguenze di una devastazione. Vetri infranti, serre rase al suolo dalla furia del vento e dall’impatto della grandine, teloni distrutti e lamiere contorte rendono il quadro di una giornata che la stimata azienda ferrarese ben difficilmente potrà dimenticare.

I danni

La grandinata, che si è scatenata all’ora di pranzo di martedì, ha cancellato in pochi minuti il lavoro, i sacrifici e gli investimenti di mezzo secolo del fondatore Luigi Buriani. Lo scenario che oggi si presenta agli occhi della storica famiglia di floricoltori è desolante. Due serre in ferro-vetro, per una lunghezza complessiva di 1.200 metri, sono state completamente distrutte. A queste si aggiungono altri 4.200 metri di multiserra in nylon, il cui telo di copertura è stato letteralmente crivellato dalla grandine, rendendolo inutilizzabile.

«Descrivere quello che proviamo è durissimo – ci racconta Arianna Buriani, titolare dell’azienda –. Mio padre Luigi ha costruito questa attività con cinquant’anni di sacrifici e oggi la portiamo avanti insieme, anche con mia figlia Chiara. Il peggio è vedere dal vivo questo scenario e rendersi conto di quanto è andato perduto».

Oltre al dolore, c’è il peso di una ricostruzione che si preannuncia complicata. Il telo della multiserra, ormai a fine vita e previsto per la sostituzione il prossimo anno, sarà risarcito soltanto per il 10% del suo valore. «Riceveremo circa 2.500 euro a fronte di un preventivo di 25mila euro per acquistarne uno nuovo. Sei anni fa – chiarisce la titolare dell’azienda – lo avevamo pagato 16mila euro...».

Salvare il lavoro

Ancora più pesante è la situazione delle serre in ferro-vetro, costruite oltre mezzo secolo fa dal fondatore Luigi Buriani. Sebbene assicurate per 200mila euro, da tre anni le compagnie riconoscono soltanto il 40% del danno sulle strutture considerate vetuste. Un meccanismo che lascia la famiglia Buriani davanti a costi enormi proprio nel momento più difficile. Ma la preoccupazione principale non riguarda soltanto i risarcimenti. C’è la necessità di salvare le coltivazioni e di tornare al lavoro nel più breve tempo possibile. Migliaia di vetri sono rimasti sospesi, sopra le serre devastate e sopra le piante ancora in crescita, rendendo impossibile l’accesso.

«Con tutti quei vetri a penzoloni non sappiamo nemmeno come riuscire ad entrare – prosegue Arianna -. Una squadra specializzata effettuerà un’ispezione, ma nell’immediato il problema più urgente è lo smaltimento dei vetri». Ieri era atteso anche l’arrivo dei periti dell’assicurazione. Nel dolore, però, resta comunque spazio per la gratitudine. «Papà cerca di farmi coraggio. Passare sopra gli scheletri di una serra che ha cinquant’anni di vita è davvero brutto e desolante. Nella sfortuna siamo stati fortunati, perché non è rimasto ferito nessuno: era l’ora di pranzo e in serra non erano presenti né dipendenti, né titolari».

Ripartenza

La volontà di rialzarsi, del resto, è l’aspetto che affiora con forza, nonostante la rabbia e la disperazione di queste ore. Familiari e dipendenti hanno ripreso immediatamente il lavoro con la cimatura dei crisantemi, partita proprio mercoledì. Il campo, all’interno del quale sono presenti 50mila vasi di crisantemi si è salvato, e questo grazie alle reti antigrandine. Soltanto un migliaio di piante è stato danneggiato dalle violentissime raffiche di vento che hanno spostato i teli antigrandine, posti a loro protezione. Si sono salvate, quasi per miracolo, anche le stelle di Natale, a loro volta protette dall’ombreggio.

Ma ai danni strutturali, purtroppo, si aggiungono oltre 14mila euro di spese preventivate per materiali da sostituire, fra vetri temprati andati in frantumi e componenti di quattro serre.

La Floricoltura Buriani, punto di riferimento nella produzione di piante annuali da fiore, stelle di Natale, crisantemi, viole, ciclamini, ortensie e fiori recisi, guarda però avanti con la tempra e la grinta di sempre. Per citare solamente alcuni dati dell’azienda, fiore all’occhiello, per citare una metafora in tema, dell’economia florovivaistica ferrarese, Buriani produce 460mila piante all’anno e rifornisce oltre mille clienti tra fiorai, vivai e garden center, assicurando prodotti unici e coltivati con la massima cura.

In questi giorni a dare forza alla famiglia è soprattutto la solidarietà arrivata, già dalla giornata di martedì, da tanti colleghi floricoltori, pronti a offrire il proprio aiuto. «Questo mi ha toccato molto – conclude Arianna –. Nel nostro settore c’è davvero molta solidarietà. Sono grata a tutti i colleghi e più in generale a coloro che ci stanno riempiendo di messaggi di vicinanza».

È da questo spirito, nonostante le ferite ancora laceranti per tanta distruzione e devastazione, che la famiglia Buriani vuole ripartire. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google