Ferrara, l’affidamento di Palazzo Prosperi Sacrati diventa un caso
Annunciato dal sindaco il 1º luglio a procedura ancora aperta
Ferrara Palazzo Prosperi Sacrati riporta d’attualità una questione già emersa nella vicenda Amsef: quella degli annunci politici che precedono il completamento formale delle procedure amministrative.
Il caso è stato sollevato da Roberto Zambelli, fondatore dell’associazione ViviFerrara e dell’omonimo sito internet, che ha presentato una richiesta di accesso civico generalizzato (Foia) per ottenere gli atti relativi alla procedura di assegnazione della gestione dello storico palazzo restaurato dal Comune. La vicenda nasce dal comunicato diffuso dal Comune il 1° luglio, sull’affidamento di Palazzo Prosperi Sacrati alla Fondazione Slam Jam Luca Benini per la cultura contemporanea. Nello stesso testo, però, si precisa che gli uffici avrebbero dovuto svolgere nelle settimane successive le verifiche previste dalla legge prima della sottoscrizione dell’atto di concessione.
Alla richiesta di accesso agli atti, Zambelli ha ricevuto una risposta nella quale il Comune ha spiegato che la procedura non era ancora conclusa perché erano in corso le verifiche di legge. Da qui la contestazione avanzata dal fondatore di ViviFerrara, secondo il quale la comunicazione politica avrebbe anticipato l’esito di un procedimento amministrativo ancora non perfezionato. Alla data di redazione dell’articolo, nell’Albo pretorio non sembrano esserci determine di affidamento o di concessione.
La situazione ricorda quanto accaduto con la vendita di Amsef. Anche in quel caso l’operazione fu annunciata pubblicamente prima della chiusura formale. E alla richiesta di accesso agli atti presentata dai consiglieri comunali Fabio Anselmo e Davide Nanni, Ferrara Tua motivò il diniego sostenendo che la procedura non fosse ancora formalmente perfezionata. Su quel caso il Difensore civico dell’Emilia-Romagna accolse il ricorso dei consiglieri.
Attorno a Palazzo Prosperi Sacrati si è sviluppato anche un dibattito più ampio. Forum Ferrara Partecipata ha rilanciato alcune questioni poste da ViviFerrara, tra cui la disponibilità della documentazione tecnica durante la fase preliminare, la presenza di un unico concorrente e il ruolo della Fondazione Slam Jam, costituita pochi mesi prima della pubblicazione del bando riservato agli enti del Terzo settore.
Al di là delle polemiche sul merito dell’operazione, resta però una domanda di fondo rimane e riguarda il rapporto tra comunicazione istituzionale, trasparenza amministrativa e diritto dei cittadini – ma anche dei consiglieri, come mostra la vicenda Amsef – a verificare attraverso gli atti ciò che viene annunciato pubblicamente.
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