Ferrara, piazza Ariostea rovente: arena per gli eventi e territorio di conflitto
La grande frattura tra i residenti e l’Amministrazione
Ferrara Il Ferrara Summer Festival ha chiuso il suo calendario in piazza Ariostea, ma non chiude il conflitto che per settimane ha attraversato la città. L’ultimo evento lascia dietro di sé questioni rilevanti da risolvere: l’uso della piazza come grande arena estiva, il diritto al riposo dei residenti, il rispetto delle regole e il rapporto tra amministrazione e cittadini e tra essa, controlli e decisioni dei giudici.
La frattura non nasce quest’anno. Le prime proteste risalgono all’edizione 2025, quando i residenti denunciarono disagi legati al rumore e alla difficoltà di riposo, ma anche alla limitazione degli spazi della piazza e dei parcheggi. Da lì era partita la richiesta di soluzioni condivise, invero inascoltata, e poi quella di accesso agli atti relativi al festival: autorizzazioni, pareri, relazioni tecniche, valutazioni acustiche per l’edizione 2026. Una richiesta rimasta senza risposta fino al primo passaggio davanti al Tar, che ad aprile ha dato ragione ai residenti, ritenendo illegittimo il silenzio del Comune e imponendo all’amministrazione di estendere la documentazione.
Da quel momento il confronto si è trasformato in contenzioso aperto. Prima la battaglia sugli atti, poi il ricorso contro l’impianto autorizzativo dell’edizione 2026, quindi gli esposti in Procura, la denuncia per disturbo del riposo e la lettera indirizzata a Prefettura, Questura, Carabinieri e Polizia locale. In quel documento, sottoscritto da 55 residenti, si parla di «preoccupazione ed esasperazione» e di un crescente «senso di abbandono» nei confronti delle autorità chiamate a garantire controlli e tutela.
Il 2 giugno, durante gli allestimenti, la Polizia locale intervenne in piazza Ariostea per verificare l’occupazione di suolo pubblico. Nella relazione di servizio gli agenti annotano che al momento del controllo non venne esibita la concessione comunale, trasmessa poi via mail alle 19.40, mentre gli accertamenti erano ancora in corso. Nel frattempo, secondo il rapporto, intervenne telefonicamente anche il sindaco Alan Fabbri, confermando agli agenti l’esistenza dell’autorizzazione. Il passaggio più rilevante è arrivato l’8 luglio, con l’ordinanza cautelare del Tar. I giudici hanno accolto in parte l’istanza dei residenti, introducendo prescrizioni e riduzioni d’orario per alcuni eventi ancora in programma. Ma anche dopo l’ordinanza il conflitto non si è affatto sopito, con nuove violazioni contestate dai residenti e un nuovo esposto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
