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L’iniziativa

Portomaggiore, cassette postali contro il caporalato

Matteo Ferrati
Portomaggiore, cassette postali contro il caporalato

Approvata dal Consiglio comunale la proposta di Massimo Contarini di adottare un canale per la segnalazione protetta di casi di sfruttamento

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Portomaggiore Il Comune di Portomaggiore lotta ormai da tempo e con determinazione contro il fenomeno del caporalato. Basti pensare ad Agribus, il servizio di trasporto riservato ai lavoratori e alle lavoratrici del settore agricolo nei comuni del Basso Ferrarese che vuole spezzare la dipendenza e lo sfruttamento da parte del caporale che "offre" il passaggio illegalmente.

E ora arriva un nuovo strumento a tutela di questa categoria di lavoratori. Durante il Consiglio comunale del 22 luglio, infatti, Massimo Contarini ha presentato a nome del gruppo consiliare "Gruppo Misto" la mozione "per il contrasto al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo tramite l’istituzione di canali di segnalazione protetti e multilingua", approvata grazie a un voto a favore e 11 astenuti.

La proposta si basa sulla convinzione che il sistema del caporalato, proprio come le mafie, si alimenti per via della paura e dell’omertà forzata di chi ne è vittima, soprattutto persone appartenenti alla comunità pakistana locale. Diritti umani e sindacali vietati, turni di lavoro massacranti e retribuzioni sotto la soglia minima di dignità sono accompagnati da «ricatti legati ai documenti di soggiorno e violenze fisiche o psicologiche» afferma il consigliere Contarini, il quale ha suggerito di predisporre dei canali di comunicazione sussidiari che garantiscano la massima riservatezza, facilità di utilizzo e accessibilità linguistica.

Il progetto si chiama "Cassetta postale antisfruttamento", ed è un sistema di segnalazione fisica «finalizzato alla raccolta di segnalazioni e richieste di aiuto scritte a tutela della riservatezza dei lavoratori vittime di caporalato o dei loro familiari», prosegue Contarini.

Per agevolare la comprensione agli stranieri e invogliare all’utilizzo di queste cassette postali, saranno predisposte una cartellonistica in diversi punti di Portomaggiore e delle istruzioni d’uso in lingua urdo e nelle altre lingue prevalenti nelle comunità di lavoratori del territorio: tutto ciò al fine di «spiegare chiaramente le finalità del servizio, i diritti dei lavoratori e garantire il pieno rispetto della normativa vigente in materia di tutela dei dati personali Gdpr».

Le cassette saranno dislocate in punti strategici del paese e al chiuso, per garantire la massima riservatezza ed evitare potenziali monitoraggi da parte dei caporali.

Queste alcune delle aree individuate da Contarini: l’interno della sede municipale di Porta Informa, ufficio anagrafe e l’interno di centri culturali (previo accordo con i gestori).I cartelloni informativi dovranno anche contenere i contatti digitali sicuri e i numeri verdi nazionali e regionali già esistenti per il contrasto alla tratta e lo sfruttamento lavorativo.

«L’omertà va a braccetto con la paura di segnalare una persona - conclude Contarini -. Questo strumento va in questa direzione: è un foglietto salvavita che può far scaturire non una denuncia, ma un’investigazione».

(Nella foto alcuni lavoratori accompagnati in azienda tramite il servizio Agribus. Foto di Filippo Rubin)

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