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Copparo, aspettando i nuovi manager di Berco: «Le preoccupazioni restano»

Francesco Dondi
Copparo, aspettando i nuovi manager di Berco: «Le preoccupazioni restano»

Tavolo al ministero con il presidente del settore automotive di Thyssen. La proprietà frena sul piano industriale chiesto dai sindacati e rinvia all’autunno

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Copparo Quattro mesi dopo l'incontro di metà marzo al ministero delle Imprese, i sindacati sono tornati ieri 29 luglio al ministero del Made in Italy di Roma per fare il punto sulla vertenza Berco. Questa volta al tavolo, insieme al Governo, si è seduto anche un rappresentante della casa madre: il dottor Buchman, presidente del segmento automotive tecnologie di ThyssenKrupp, di cui Berco fa parte.

Se a marzo Fim, Fiom e Uilm lamentavano soprattutto i ritardi nella riorganizzazione, ponendo «il problema della chiusura dello stabilimento di Castelfranco e le ripercussioni che questa sta comportando sullo stabilimento di Copparo, nonostante la fuoriuscita di 433 lavoratori e una forza lavoro attuale di 935 dipendenti», e chiedevano proprio la presenza della capogruppo tedesca al tavolo, oggi la situazione si è ulteriormente complicata. Ad aprire i lavori è stato il Governo, che ha annunciato «le ultime novità intervenute recentemente relative alle uscite da Berco dell’amministratore delegato Giacomo Bottone e dell’HR Alida Malatrasi».

Un vuoto ai vertici che si aggiunge alle criticità già emerse in primavera, quando l’azienda ammetteva di essere «in ritardo nell’organizzazione delle produzioni aftermarket».

Il Governo ha comunque ribadito il proprio impegno: «favorire la ricerca di soggetti industriali per affiancare Berco con l’intento di garantirne la continuità produttiva e occupazionale anche con nuovi prodotti da porre in produzione».

I sindacati, dal canto loro, non arretrano di un passo rispetto alle richieste già avanzate mesi fa. Rivendicano a Buchman «la necessità di avere un piano industriale completo per il rilancio dello stabilimento», ricordando che quello presentato oltre 24 mesi fa «non era un vero piano» ma solo «una sintesi alla quale non è mai seguita la presentazione di quello completo e definitivo». Chiedono inoltre «un nuovo gruppo dirigente definito nelle sue posizioni».

ThyssenKrupp, dal canto suo, assicura continuità con gli accordi sottoscritti e conferma «contatti con gruppi industriali nell’ambito della difesa», ma frena sui tempi: nessuna definizione a breve del piano industriale, con un nuovo confronto rimandato all’autunno, quando dovrebbero essere sostituite le figure oggi mancanti, a partire dall’amministratore delegato.

Le sigle sindacali chiudono la nota con una preoccupazione che, di incontro in incontro, non si è dissolta: l’auspicio è che in autunno arrivi «un nuovo gruppo dirigente capace di dare risposte più complete soddisfacimenti relative alla prospettiva e continuità industriale» sulla prospettiva industriale di Copparo.

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