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Ro, la classe prima saltata: «Abbiamo fatto il possibile»

Ro, la classe prima saltata: «Abbiamo fatto il possibile»

Occhi: «All’inizio erano 14 bambini. Poi 5 si sono iscritti in altri plessi». Dal Ministero: nelle Aree interne il minimo richiesto è di 10 alunni

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Ro La mancata attivazione della classe prima nella scuola primaria a Ro (per l’anno a venire) continua a far discutere. L’assessora alla Pubblica istruzione, Serena Occhi, ha voluto fornire una ricostruzione puntuale e trasparente dei fatti, affermando come il Comune di Riva del Po abbia fatto il possibile per evitare ciò che alla fine è successo. E ricordiamo che la classe prima non è stata attivata paradossalmente perché alcuni genitori hanno preferito iscrivere i propri figli alle vicine scuole di Copparo e Polesella, proprio a causa di una voce – che circolava già in primavera – sulla mancata attivazione della prima a Ro. «I dati ufficiali rilevati al termine del periodo delle iscrizioni confermano che la platea potenziale del bacino d’utenza di Ro contava complessivamente 14 bambine e bambini in età scolastica per la prima classe – dichiara Occhi –. La distribuzione delle scelte effettuate dalle famiglie è stata la seguente: nove iscrizioni presentate per il plesso di Ro; cinque iscrizioni in cui le famiglie hanno intrapreso percorsi differenti».

L’assessora precisa che la formazione delle classi e l’assegnazione dell’organico docente non rientrano nelle competenze e nell’autonomia gestionale del Comune, ma spettano esclusivamente al Ministero dell’Istruzione. In base alla normativa vigente per le Aree interne, la soglia minima e inderogabile prevista per l’attivazione di una classe prima è di 10 alunni. E quindi,qualora la totalità delle famiglie del bacino avesse scelto la struttura del territorio, il numero minimo sarebbe stato ampiamente raggiunto (dal momento che i bambini erano potenzialmente 14).

«Nel rispetto della piena e insindacabile libertà di scelta genitoriale nell’istruzione dei propri figli, appare tuttavia fondamentale sottolineare come la tutela dei servizi scolastici nei piccoli centri richieda una sinergia costante tra istituzioni e comunità locale – prosegue l’assessora –. L’ente locale garantisce strutture, risorse e servizi di supporto, ma l’attivazione dei corsi di studio è direttamente legata al numero effettivo di iscrizioni perfezionate sul territorio».

Occhi prosegue: «L’amministrazione ha messo in campo ogni azione possibile per sostenere l’attivazione della classe, garantendo un costante dialogo con la comunità e con le autorità scolastiche preposte», ricordando come il 28 novembre 2025 (Open day), «A seguito della richiesta avanzata dai genitori di ripristinare il servizio di doposcuola nella giornata di giovedì, l’amministrazione si è attivata per verificare la fattibilità tecnica ed economica del servizio. Il 30 gennaio 2026, prima della scadenza dei termini di iscrizione, l’amministrazione ha incontrato le famiglie comunicando l’accoglimento della richiesta e garantendo il ripristino del doposcuola anche il giovedì, con copertura su 5 giorni settimanali a supporto dell’offerta formativa».

Ancora, il 7 aprile la sindaca Simoni, l’assessora Occhi e la dirigente scolastica hanno svolto un incontro nell’Ufficio scolastico territoriale con il provveditore agli studi per rappresentare le specificità di Ro e richiedere deroghe ai parametri numerici. In tale sede, il provveditore ha confermato l’impossibilità di autorizzare un organico dedicato a fronte di 9 iscrizioni complessive in ragione dei vincoli nazionali.

Infine, il 7 maggio la dirigente scolastica ha comunicato l’esito finale della programmazione da parte dell’Ufficio scolastico provinciale, confermando la mancata autorizzazione della classe prima. Dopo aver elencato il percorso eseguito, Occhi conclude: «Le affermazioni relative a un ipotetico avvio verso la chiusura dell’intero plesso scolastico risultano prive di fondamento. Le classi attualmente attive nella scuola primaria di Ro proseguiranno regolarmente il percorso formativo sino al completamento del ciclo di studi. Il Comune è già al lavoro, in stretta collaborazione con l’Istituto comprensivo, per analizzare l’andamento demografico e le prospettive dei prossimi anni scolastici, riaffermando con i fatti e con il confronto istituzionale il proprio impegno a tutela della scuola pubblica e dei servizi alla persona».

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