Ferrara è a misura di ciclista? «Aumentare le Zone 30 e 20»
L’intervento di Giuliano Giubelli, referente ferrarese di Fiab
Ferrara Una Ferrara ancora più ciclabile è possibile secondo la Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), la quale si ripropone tra le principali protagoniste del dibattito legato al potenziamento dei percorsi ciclabili in città.
Il referente ferrarese della federazione, Giuliano Giubelli, inizia la sua analisi da una considerazione: «Ferrara è “Comune Ciclabile a cinque “Bike Smile” e lo è dalla prima edizione del 2018. A questo però, come Fiab Ferrara, aggiungiamo che si potrebbe esporre la bandiera, renderla visibile ai cittadini e ai turisti. Ciò promuoverebbe il cicloturismo in un momento nel quale è già in crescita a livello nazionale».
«Il tema della manutenzione è fondamentale – prosegue Giubelli – . Dallo scorso anno Ferrara ha una rete di 8 radiali ciclabili che connettono centro e periferia, il progetto risale al 2018 e finalmente ha visto la luce con percorsi sono segnalati e tabellati, ma rimangono in larga parte da realizzare e/o da mettere in sicurezza. A Ferrara ci sono 670 auto ogni 1000 abitanti e sono ancora troppo timidi gli interventi per disincentivarne l’uso. Più aumenta la sicurezza in strada e più aumenta il numero di persone che scelgono la bici».
Un altro tema spinoso è quello legato agli attraversamenti: «Con il settore Mobilità c’è un proficuo dialogo. Occorre che l’amministrazione Comunale vada avanti decisa in quanto la “Città delle Biciclette”, per essere veramente tale, deve procedere a velocità compatibile con la salute delle persone aumentando il numero “zone 30” e dove serve anche “zone 20”».
Si passa poi al caso della velostazione: «Questa struttura, voluta a gran voce anche da Fiab, non è a oggi degna di questo nome, attendiamo che finiscano i lavori del secondo lotto entro l’autunno e confidiamo in forti e tangibili migliorie. Per ora le nostre richieste fatte da subito a Comune e Ferrara Tua, riguardano la sostituzione degli attuali stalli con altri che permettano più sicurezza contro i furti, aumentando allo stesso tempo la capienza della velostazione. Progettare e realizzare una velostazione significa anche saper utilizzare dispositivi adeguati e quelli attuali non lo sono. Servono un sistema di telecamere collegato alle forze dell’ordine, ingressi e uscite a prova di furto e soprattutto la sostituzione del muro di cinta in cemento armato con un manufatto che permetta di vedere dentro la struttura».
«Qui – conclude Giubelli – non serve una soluzione architettonica brutalista, che non risponde alle caratteristiche di sicurezza che la struttura richiede. Riconoscere l’errore e porvi rimedio è sicuramente la soluzione da seguire anche se onerosa. Continuare a metterci delle “pezze” non serve, anzi peggiora la situazione e la credibilità della città».
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