Ferrara, grande sofferenza delle attività commerciali: «Sostenere le imprese»
Negli ultimi cinque anni gli esercizi ambulanti in provincia si sono ridotti del 38%. Il presidente di Confcommercio Amelio: «Coniugare innovazione, competitività e presenza»
Ferrara Più innovazione, imprese più strutturate e una capacità di adattamento che ha consentito al commercio di affrontare anni complessi senza perdere il proprio ruolo nell’economia. È questa la fotografia che emerge dal Rapporto 2026 sul commercio dell’Ufficio Studi Confcommercio, che descrive un settore in profonda evoluzione, chiamato a rispondere ai cambiamenti delle abitudini di consumo, della demografia e del contesto economico. Una trasformazione che offre nuove opportunità, ma che richiede anche politiche di sostegno per evitare il progressivo impoverimento del commercio di prossimità.
I dati
Negli ultimi sette anni il commercio al dettaglio ha registrato una riduzione del 14,4% dei punti vendita, mentre gli addetti sono diminuiti solo dell’1,8%, segno di imprese mediamente più grandi, efficienti e produttive. Crescono e-commerce, società di capitale e produttività del lavoro, ma continua il ridimensionamento dei negozi di vicinato e del commercio ambulante, con ripercussioni sulla vitalità dei centri storici.
Anche Ferrara segue questa tendenza. Nel 2025 gli esercizi ambulanti attivi in provincia sono scesi a 407, con un calo del 38% rispetto al 2020. Secondo l’Osservatorio dell’Economia della Camera di Commercio Ferrara-Ravenna, al 30 giugno 2026 le localizzazioni attive del commercio sono 7.450 (-3,5%), mentre gli addetti restano sostanzialmente stabili a quota 17.600 (-0,2%). Migliora inoltre il saldo tra iscrizioni e cessazioni d’impresa e le vendite del 2025 chiudono con un lieve incremento (+0,03%), sostenute dalla grande distribuzione e dal comparto alimentare.
Tra i fattori che possono sostenere lo sviluppo del territorio figura anche il recente via libera alla progettazione dell’ampliamento dell’autostrada A13 nel tratto Bologna-Ferrara. L’investimento da 280 milioni di euro, con la realizzazione della terza corsia tra Bologna e Interporto e di una corsia dinamica fino a Ferrara, è considerato un’opportunità per migliorare i collegamenti, favorire gli scambi commerciali e aumentare l’attrattività della provincia per imprese e consumatori.
Tiene anche il comparto dell’alloggio e della ristorazione, mentre continuano a pesare sulle imprese gli elevati costi dell’energia, delle materie prime e l’incertezza dello scenario internazionale, fattori che frenano investimenti e nuove assunzioni. Positivo, invece, il contributo dell’imprenditoria straniera, femminile e giovanile, che continua a rappresentare una componente significativa del tessuto economico provinciale.
Gli obiettivi
«Il commercio non è in declino, ma sta cambiando profondamente – commenta il presidente di Confcommercio Ferrara, Marco Amelio –. Le imprese hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento, investendo in organizzazione, tecnologia e produttività. Tuttavia questo percorso rischia di lasciare indietro molte attività di vicinato, che rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale».
Per Amelio sono quindi necessarie misure a sostegno della competitività, con interventi su pressione fiscale, costo dell’energia, innovazione e ricambio generazionale, insieme a politiche capaci di rendere più attrattivi centri storici e quartieri. «La sfida dei prossimi anni – conclude – sarà coniugare innovazione, competitività e presenza sul territorio, evitando che la modernizzazione del commercio coincida con lo svuotamento delle nostre città».
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