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Ferrara, Coperion non cambia idea: i licenziamenti restano

Daniele Oppo
Ferrara, Coperion non cambia idea: i licenziamenti restano

Dal tavolo sindacale fumata nera per gli 80 lavoratori

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Ferrara Nessun passo indietro sui licenziamenti collettivi alla Coperion. Nell’incontro bilaterale con i sindacati l’azienda ha confermato la procedura avviata, respingendo la richiesta di ritiro avanzata dalle organizzazioni dei lavoratori e dalla Regione Emilia-Romagna. Una decisione che mantiene alta la tensione: stato di agitazione confermato e pacchetto di scioperi pronto a scattare.

«Nessun ritiro o sospensione della procedura di licenziamento collettivo nonostante la ferma e decisa richiesta istituzionale da parte della Regione Emilia-Romagna e da parte delle organizzazioni sindacali, nell’incontro tenutosi il 3 agosto», ricostruiscono le segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di Ferrara in una nota unitaria redatta al termine dell’incontro. «Il conto alla rovescia va avanti ai danni di 80 lavoratori e lavoratrici che ad oggi sono ancora più confusi e preoccupati».

Nel tavolo in Regione, Coperion aveva affermato la propria disponibilità a proseguire l’attività fino a marzo 2027, in modo da assicurare il completamento delle commesse già pattuite. Un’affermazione che aveva fatto ben sperare, anche perché associata all’idea di individuare un advisor esterno per procedere alla vendita della società e garantirne il futuro economico e occupazionale sotto una nuova proprietà. Da qui l’invito di Regione e sindacati a ritirare i licenziamenti, anche in considerazione dei tempi necessari per tale percorso, e a proseguire l’attività a pieno regime con tutti gli 80 dipendenti, 77 a Ferrara e tre a Milano.

Ieri 5 agosto i rappresentanti aziendali hanno riferito di aver già individuato un advisor, senza quella scelta condivisa che invece avevano chiesto sia la Regione che i sindacati, e senza che risulti ancora conferito un mandato formale. Il mancato stop alla procedura di licenziamento collettivo introduce però un elemento di contraddizione nella trattativa. Da un lato, infatti, l’azienda ribadisce la volontà di cercare un acquirente; dall’altro mantiene aperta la procedura che prevede l’uscita di tutti gli 80 dipendenti. Una scelta che sembra confermare la ferma volontà del fondo Lone Star, proprietario di Coperion da febbraio, di smobilitare e portare alla liquidazione l’azienda entro la fine dell’anno fiscale, il 30 settembre, perché ritenuta non sufficientemente redditizia.

Di fronte a questo scenario, osservano i sindacati, «la proposta aziendale di allungare i tempi tecnici fino al 2027 per completare le commesse attuali viene giudicata inutile se non si bloccano i licenziamenti. Il ritiro immediato della procedura di licenziamento di un’azienda definita “in salute” è il prerequisito unico per continuare qualsiasi trattativa. Il ritiro dei licenziamenti, infatti, renderebbe la ricerca di un eventuale acquirente e il tempo a disposizione per le trattative decisamente più sereni e proficui per tutte le parti coinvolte».

Le parti hanno già stabilito di aggiornarsi il 1° settembre e i sindacati hanno chiesto «che a quel tavolo si presenti l’advisor con un mandato formale chiaro, per poter discutere concretamente delle tutele e della salvaguardia delle lavoratrici e dei lavoratori in caso di un’eventuale acquisizione». Nell’attesa, ricordano, «viene mantenuto lo stato di agitazione con iniziative di sciopero già preannunciate».

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