Bagni di folla, comizi e salsicce: quando a Ferrara c’erano le feste di partito
La crisi della partecipazione e il calo dei volontari ha cambiato tutto
Ferrara Non esiste più la politica di un tempo, si sa, così come i momenti di poterla “vivere” assieme. Le feste de l’Unità o del Partito democratico sono le uniche tra quelle di partito ad essere sopravvissute sul nostro territorio. Certo, in questa estate non se ne conteranno più di una decina: davvero briciole rispetto alla sessantina che si registravano fino alla metà degli anni Novanta, ma tornando ancora più indietro, agli anni Sessanta e Settanta, tra Ferrara e la sua provincia se ne svolgevano oltre un centinaio.
Tutto è cambiato a seguito delle profonde trasformazioni avvenute in seguito allo scioglimento del Pci, con l’uscita di scena di importanti figure a livello nazionale e locale che hanno dato vita ad altri partiti a sinistra e con gli storici volontari che lasciavano per motivi anagrafici: anche per questi motivi le feste si sono rarefatte.
A resistere sono soprattutto quelle organizzate nelle zone dove i responsabili del partito, anni fa, hanno effettuato investimenti per acquistare il terreno su cui tenere le kermesse – è quel che è successo a Campotto, Anita e Filo nell’Argentano, anche se in quest’ultimo caso negli ultimi anni la festa si è svolta a Villa Vittoria e non al parco Coatti – e in particolare chi ha speso fondi per costruire una struttura permanente, vedi Portomaggiore e Poggio Renatico. Altre unioni comunali che all’epoca non fecero questa scelta, è l’esempio di Bondeno, si trovano in difficoltà dovendo trovare un’area e pagarne il relativo affitto. Proprio Bondeno negli ultimi trent’anni ha cambiato diverse location fino ad emigrare recentemente a Scortichino.
Ferrara città punterà sulla festa comunale che avrà luogo in settembre a Pontelagoscuro. Feste de l’Unità si sono già svolte a Campotto, Anita e Filo nell’Argentano e a Poggio Renatico, mentre a Portomaggiore Festissima è in pieno svolgimento al Centro dell’Olmo, dove terminerà il 17 agosto. Anche in questo caso il mix è quello di buona cucina e spettacoli di livello. Anche Tresignana farà la propria festa dell’Unione comunale che comprenderà Tresigallo e Formignana al laghetto della Peschiera, così come Bondeno che farà la propria festa in ottobre nello stand situato accanto al campo sportivo. Tutte le aree geografiche sono rappresentate ad eccezione del Basso Ferrarese, che perse le feste di Mesola e Lagosanto e ancor prima quelle di Lido Pomposa, Codigoro e Goro. Non si sfrutta la notevole presenza di turisti sui sette Lidi comacchiesi nel periodo estivo. Per le feste degli altri partiti la situazione è decisamente nera. Il Psi ha resistito fino a qualche anno fa con la festa provinciale di Ravalle e quella di Ferrara città, e ancor prima con le maxi feste di Denore e Consandolo. Così come la Lega Nord ha svolto per qualche anno feste a Corporeno a Villa Borgatti e a Ferrara con al “Mezz setembar frares”, con un arringante Umberto Bossi in comizio in piazza Castello nel 2009. Forza Italia ci ha provato con una festa in città, tuttavia l’esperienza si è chiusa subito.
Anche Fratelli d’Italia ha desistito dopo averci provato a Mirabello e a Renazzo. Ai tempi del Msi e poi di Alleanza nazionale, proprio a Mirabello si svolgeva una festa nazionale con la presenza di tanti big di caratura nazionale. Indimenticabile quella del 2011, con Gianfranco Fini che ufficializzò la rottura con Silvio Berlusconi.
Ora queste feste sono solo un ricordo, come del resto quelle di Rifondazione comunista che ha resistito con i capisaldi di Ferrara, Ostellato e Comacchio, per poi chiudere i battenti. Insomma, sta finendo un’epoca, anche se alcune feste continuano a svolgersi, sfruttando il fatto di poter avere a disposizione sedi e locali di proprietà.
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