La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso

Cento, insulti e minacce via chat: telefonini sotto sequestro

Daniele Oppo
Cento, insulti e minacce via chat: telefonini sotto sequestro

Due uomini indagati per stalking aggravato nei confronti di una terza persona che aveva iniziato a temere per la propria incolumità

2 MINUTI DI LETTURA





Cento Una serie di messaggi inviati per anni attraverso applicazioni di messaggistica, culminati secondo l’accusa in minacce esplicite, insulti e comportamenti tali da provocare nella persona offesa un perdurante stato di ansia e paura. È il quadro delineato dalla Procura di Ferrara in un procedimento per atti persecutori aggravati dall’uso di strumenti informatici e telematici. Gli indagati sono due uomini sessantenni, mentre la persona offesa è un cinquantenne. La Procura ha disposto perquisizioni personali, domiciliari e informatiche, con il sequestro di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici per acquisire e analizzare i contenuti digitali ritenuti rilevanti per le indagini. Secondo la contestazione degli inquirenti, i due uomini avrebbero inviato alla vittima «numerosissimi messaggi» tramite WhatsApp e Messenger, con contenuti ritenuti minacciosi, offensivi e denigratori. In un rapporto strano, con molti messaggi inoltrati da uno dei due indagati alla persona offesa e attribuiti al secondo indagato.

Prima, e per lungo tempo, i messaggi sarebbero stati “solo” offensivi, anche se molto frequenti e molto numerosi (anche decine al giorno). Ma negli ultimi 6-7 mesi le cose si sono fatte più preoccupanti con minacce più o meno esplicite. Ad esempio un video in cui si vede una mano impugnare un coltello a scatto, accompagnato dal messaggio: «Con questo taglierò la gola a un povero fallito... stai lavorando ma sei sempre nello sgabuzzino larva umana». Vi sarebbero anche altri contenuti giudicati minatori, come l’invio di foto delle vie di casa o della sede lavorativa della persona offesa. Le indagini hanno portato al sequestro dei dispositivi elettronici e alla programmazione di un accertamento tecnico irripetibile sui dati contenuti negli apparati informatici. Le operazioni sono state fissate per il 27 agosto. In quell’occasione, la persona offesa (assistita dall’avvocato Simone Bianchi) e le difese avranno la facoltà di nominare dei propri consulenti tecnici.

Un elemento rilevante è che le condotte oggetto della denuncia risultano essere cessate completamente dopo le perquisizioni e i sequestri eseguiti dagli investigatori. Resta tuttavia da chiarire quale fosse la reale natura del rapporto tra i soggetti coinvolti e come sia maturata l’escalation. Dagli atti disponibili non emerge con chiarezza se la vicenda sia nata come una sorta di gioco o di scambio provocatorio progressivamente degenerato fino a trasformarsi in una persecuzione, oppure se l’intento intimidatorio fosse presente fin dall’origine. Quel che appare certo, alla luce della denuncia e della ricostruzione della Procura, è che l’arrivo dei messaggi ha generato una forte preoccupazione nella persona offesa, al punto da indurla, ad esempio, ad avere paura a uscire la sera e a temere anche per l’incolumità della propria anziana madre.  

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google