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Ferrara, l’ente Provincia funziona bene: salute e innovazione i punti deboli

Daniele Oppo
Ferrara, l’ente Provincia funziona bene: salute e innovazione i punti deboli

I conti sono in ordine e il debito in calo. Ma nessun indicatore arriva all’eccellenza e l’età media ha raggiunto i 49,7 anni

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Ferrara La Provincia di Ferrara ha chiuso il 2025 con conti in ordine, una performance organizzativa giudicata "ottima", un debito in costante diminuzione e tempi di pagamento ai fornitori pienamente allineati agli obiettivi fissati dal Pnrr. Diverso il quadro che emerge dall’analisi degli indicatori sul Benessere equo e sostenibile (Bes): il territorio non presenta alcuna dimensione che superi contemporaneamente sia la media nazionale sia quella regionale e continua a mostrare le maggiori fragilità nei campi della salute e dell’innovazione.

Numeri e dati

Secondo la Relazione sulla performance 2025, la Provincia ha raggiunto una valutazione complessiva di 87,55 punti su 100, classificata come "ottimo" dal sistema di valutazione dell’ente. Il rendiconto evidenzia un risultato di amministrazione pari a 25,6 milioni di euro, con un avanzo disponibile di 8,85 milioni e una disponibilità di cassa finale di 36,57 milioni di euro.

Tra gli indicatori più significativi figura la tempestività dei pagamenti. Nel 2025 la Provincia ha fatto registrare un indicatore di tempestività pari a -13,62 giorni, un tempo medio ponderato di pagamento di 16 giorni e nessuna fattura commerciale scaduta e non saldata al 31 dicembre. Prosegue inoltre il percorso di riduzione dell’indebitamento. Il debito provinciale è sceso a 31,78 milioni di euro, rispetto ai 35, 34 milioni dell’anno precedente, mentre il debito medio per abitante è calato a 93,18 euro.

La relazione certifica anche il rispetto dei vincoli di finanza pubblica e degli equilibri di bilancio previsti dalla normativa nazionale. La Provincia, anche per via delle competenze rimaste dopo la riforma, concentra gran parte delle risorse investite su edilizia scolastica e infrastrutture stradali. Tra spese impegnate e opere finanziate tramite fondo pluriennale vincolato, nel 2025 sono stati destinati oltre 11,2 milioni di euro all’istruzione e al diritto allo studio e più di 24,2 milioni a trasporti e mobilità. Tra gli obiettivi raggiunti figurano il proseguimento dei progetti finanziati dal Pnrr nelle scuole, gli interventi di messa in sicurezza di ponti e infrastrutture viarie e il supporto ai Comuni nella pianificazione territoriale. Restano tuttavia alcune partite aperte, soprattutto sul versante della pianificazione strategica e della mobilità sostenibile, con risultati parziali per alcuni programmi provinciali.

Nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2024 e il 30 settembre 2025 gli uffici provinciali hanno gestito 48.207 procedimenti amministrativi. La quota più consistente riguarda l’attività della Polizia provinciale, che ha notificato 41.205 verbali per violazioni del Codice della strada. A questo si aggiungono 1.392 borse di studio assegnate, oltre alle numerose autorizzazioni legate ai trasporti eccezionali e agricoli.

Benessere

Accanto alla fotografia dell’ente, la relazione propone anche un’analisi del territorio attraverso gli indicatori del Benessere equo e sostenibile. Il quadro sintetico è rappresentato in un grafico dedicato alle dimensioni del Bes. L’elemento più rilevante è l’assenza di indicatori nel quadrante che raccoglie le dimensioni migliori sia della media italiana sia di quella regionale. In altre parole, Ferrara non presenta alcuna area nella quale riesca contemporaneamente a fare meglio dell’Emilia-Romagna e dell’Italia.

La maggior parte delle dimensioni si colloca invece nella fascia intermedia: benessere economico, ambiente, paesaggio e patrimonio culturale, relazioni sociali, politica e istituzioni, qualità dei servizi, lavoro e conciliazione dei tempi di vita e istruzione e formazione risultano sopra la media nazionale ma sotto quella regionale. Le criticità più marcate riguardano invece salute e innovazione, ricerca e creatività, uniche dimensioni collocate sotto entrambe le medie di riferimento.

La stessa relazione evidenzia che la dimensione salute si posiziona all’ultimo posto tra le province emiliano-romagnole, mentre quella relativa all’innovazione risulta anch’essa tra le più deboli del panorama regionale. L’unica eccezione è rappresentata dalla sicurezza, che nel grafico occupa da sola il quadrante dei valori superiori alla media regionale ma inferiori a quella nazionale.

Dietro questi indicatori pesa anche la struttura demografica del territorio. Secondo i dati richiamati nella relazione, gli over 65 rappresentano il 29,1% della popolazione provinciale, mentre l’età media ha raggiunto i 49,7 anni. Nello stesso tempo il saldo naturale continua a essere negativo, confermando una tendenza ormai consolidata all’invecchiamento della popolazione.

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