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Ferrara, aggressioni verbali e furti al pronto soccorso di Cona

Ferrara, aggressioni verbali e furti al pronto soccorso di Cona

Da circa una settimana due uomini e una donna disturbano personale e utenti dell'ospedale. L’azienda sanitaria: «Situazione legata a fragilità sociali, dipendenze e problemi di ordine pubblico»

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Ferrara Disturbano utenti e personale al lavoro e rubano oggetti personali ai pazienti in barella. È quanto si verifica al pronto soccorso di Cona da circa una settimana da parte di due uomini e una donna che si muovono in modo disordinato nel reparto di emergenza, senza il benché minimo rispetto delle persone sofferenti, degli accompagnatori e del personale impegnato nelle cure al malato.
 

A causa del loro stato di agitazione durante il loro vagabondare sul territorio viene spesso allertato il numero unico per l’emergenza 112. L’intervento, svolto dalle forze dell’ordine e dal personale sanitario, termina con il trasporto in pronto soccorso. Una volta giunti in ospedale questi individui avanzano continue richieste di sigarette, di spicci per il caffè oppure di calmanti, a volte anche oltre la soglia degli ambulatori disturbando la delicata attività del personale medico e infermieristico.

Ai frequenti richiami rispondono con frasi di minacce, spesso alzando i toni, incuranti della presenza di persone malate, molti delle quali anziane.

La richiesta di intervento alle forze dell’ordine termina frequentemente con un richiamo verbale o con l’accompagnamento coatto all’esterno della struttura. Una volta fuori dall’ospedale vi fanno rientro a breve tempo, magari dopo aver vagabondato tra un autobus e l’altro.

«Purtroppo, ancora una volta, si è registrata una situazione che non è principalmente un problema sanitario bensì di natura sociale e di ordine pubblico», evidenzia la Direzione strategica delle aziende sanitarie. «Un ulteriore episodio di questo tipo – spiega una nota – si è verificato la notte scorsa quando una persona ha ripetutamente agito comportamenti disturbanti che hanno richiesto l’intervento degli operatori sanitari, costretti a interrompere l’attività assistenziale. Subito allertate, sono intervenute le Forze dell’Ordine, che si ringraziano, e che hanno riportato la situazione alla calma».

Al di là però dell’episodio specifico, sottolinea la Direzione, «quella che si presenta è una situazione complessa e cronica che vede coinvolti soggetti con plurime fragilità spesso di natura psichiatrica e di dipendenza, che agiscono comportamenti antisociali e commettono piccoli reati, nonché aggressioni verbali e fisiche ai danni degli operatori sanitari. Questi soggetti e comportamenti vengono puntualmente denunciati da operatori e azienda».

Si tratta infatti di individui «già noti ai servizi e per i quali sono stati ripetutamente tentati percorsi di inserimento e supporto sociale senza esiti risolutivi, mettono in atto comportamenti che compromettono il regolare svolgimento delle attività assistenziali, causando disagi sia al personale sanitario sia ai pazienti e ai parenti in attesa».

Si ricorda che il Pronto soccorso è esclusivamente un luogo di cura ad accesso libero e continuo che assicura il pronto intervento in condizioni di gravità e bisogno di assistenza immediata e che «il personale sanitario, specializzato e numericamente idoneo ad affrontare le suddette situazioni di accesso, si trova ad intervenire su circostanze di disagio cui si aggiunge aggressività, che non trovano una risposta immediata e coerente nelle prestazioni erogabili in un reparto di emergenza».

Per questo, conclude la nota, «la Direzione e gli organismi interni all’Azienda, pienamente consapevoli delle pressioni a cui è sottoposto il personale operante in prima linea, hanno attuato azioni concrete per prevenire le aggressioni e da tempo analizzano i casi di fragilità per intervenire, tramite il dialogo tra Istituzioni e Autorità competenti, in quanto la gestione di questi episodi richiede un intervento coordinato non certamente solo sanitario. È dunque attualmente in corso un confronto per definire una strategia operativa congiunta mirata alla protezione del sistema di erogazione delle prestazioni in emergenza e dei propri operatori e volta a garantire la continuità delle cure in un ambiente protetto e sicuro per tutti». 

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