Lidi di Comacchio, l’acqua del mare è caldissima: «4°C in più del normale»
Gli esperti: «Siamo arrivati a superare i 30°C. Serie conseguenze»
Lidi L’acqua del mare è calda, caldissima. E no, non è sempre stato così, almeno non per così tanti giorni di seguito. «Si tratta di una temperatura superficiale marina eccezionale per l’Alto Adriatico e comparabile, come valore assoluto, a quella tipicamente osservata in agosto in bacini subtropicali come il Golfo del Messico e il Golfo Persico», la conferma arriva da Pierluigi Randi, presidente di Ampro (Associazione meteo professionisti). La climatologia disponibile per l’area indica per agosto una temperatura dell’acqua intorno a 26° C (fonte Arpae), ma siamo arrivati a 30-30,5 °C e questo significa circa +4/+4, 5°C rispetto al valore climatologico. «Valori simili si ebbero nell’agosto 2024 come conseguenza di un’altra estate estrema. Prima del 2020 queste temperature non erano state mai rilevate, se non per periodi brevissimi e non per giorni e giorni».
Una Sst (acronimo di Sea surface temperature), cioè la temperatura superficiale del mare di 30° C abbondanti davanti al ferrarese significa che il mare sta fornendo all’atmosfera una superficie con temperatura superiore a quella di molte aree tropicali/subtropicali. «La situazione ha conseguenze sulla temperatura potenziale equivalente dello strato limite, sull’evaporazione e quindi sul contenuto di vapore disponibile. In presenza di aria molto calda e umida, il mare può diventare un serbatoio di energia e umidità estremamente importante per la convezione (temporali)» .
Inoltre, «abbiamo serie conseguenze sull’ecosistema: temperature superficiali così elevate nell’Alto Adriatico rappresentano una condizione termica estrema che, se persistente e spazialmente estesa, può esercitare un forte stress sull’ecosistema, favorendo specie termofile e aliene (es. granchio blu), aumentando il rischio di ipossia e mortalità degli organismi bentonici (vongole, cozze, ecc), alterando le comunità planctoniche e le reti trofiche e potenzialmente aumentando la produzione di materiale organico extracellulare come le mucillagini». Adriatico sempre più caldo dunque. «Se dovesse continuare così, con temperature fuori dall’ordinario, i nostri ambienti marini saranno in difficoltà. Le nostre specie si sono evolute, ma con queste temperature si esaspera l’ecosistema, si consuma ossigeno e la colonna d’acqua va in crisi». È l’analisi, chiara e preoccupata, di Diego Viviani, ex sindaco di Goro e oggi presidente della Fondazione Ricerche marine di Cesenatico, di fronte a un mare Adriatico che mostra sempre più frequentemente i segnali di una sofferenza legata all’aumento delle temperature. «L’attività delle alghe tende a produrre più mucillagini – spiega Viviani –. I bioritmi aumentano con l’incremento delle temperature, comportando così un maggiore consumo di ossigeno».
Un meccanismo che può contribuire alla comparsa di fenomeni di anossia, con conseguenze pesanti per la vita marina. «Fino ad alcuni anni fa gli episodi estivi di carenza estrema di ossigeno nelle acque erano relativamente sporadici, nell’ordine di uno ogni dieci anni. Oggi, invece, la situazione appare decisamente ribaltata. Episodi di carenza di ossigeno in acqua con conseguente incremento di mucillagini, possono verificarsi almeno una volta all’anno, favoriti da estati sempre più calde e afose - specifica Viavini -. A risentirne sono soprattutto gli organismi che non hanno la possibilità di allontanarsi dalle aree più calde. I crostacei in grado di muoversi verso acque più fresche si spostano al largo, anche di qualche miglio, alla ricerca di condizioni più favorevoli. Restano invece maggiormente esposti i molluschi sessili, come cozze e ostriche».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google