Ferrara, pc e tablet della Don Milani all’asta: si parte da un euro
La scuola rinnova il proprio parco high tech e dismette quello vecchio
Ferrara Un’infornata di tecnologia in vendita con base d’asta da 1 euro: sono 74 tra notebook, chromebook, tablet e pc in offerta perché vetusti, fuori uso o non più utilizzabili secondo i parametri scolastici amministrativi o didattici. Lo annuncia l’istituto comprensivo Don Milani di via Pacinotti 48 a Ferrara, pronto a rinnovare il proprio parco high tech e – di conseguenza – a dover dismettere il vecchio secondo norma di legge. Un atto dovuto, ma che potrebbe comunque avere benefici all’interno di qualche famiglia con minori possibilità economiche.
Come funziona
Di fatto il materiale viene ceduto al miglior offerente, con proposte che devono pervenire in busta chiusa (sigillata) con qualsiasi mezzo alla don Milani con dicitura “non aprire contiene offerta per asta pubblica vendita beni mobili obsoleti e inservibili” entro le 12 di martedì 18 agosto. L’asta avrà luogo il giorno successivo nell’ufficio di presidenza dell’istituto con seduta pubblica. A parità di offerta la gara sarà aggiudicata seguendo l’ordine di priorità: 1) genitore di alunno dell’istituto; 2) altro personale dell’istituto; 3) personale di altre istituzioni scolastiche; 4) associazioni onlus o altri entri pubblici; 5) offerenti privati.
La Don Milani ha reso noto l’avviso anche sulla bacheca della scuola e sull’Albo pretorio. Insomma, da un obbligo possono nascere opportunità. Ma la dirigente Dsga (direttore servizi generali amministrativi) Donatella Verna tiene a precisare con chiarezza estrema: «Questo è un atto dovuto. I beni che superano nominalmente il valore di 200 euro vanno registrati in un inventario: nel tempo si svalutano e nel momento in cui li dismettiamo sono necessari dei passaggi burocratici. Si tratta di un meccanismo macchinoso, però va tenuto conto che sono beni statali. Pertanto è un patrimonio che va tutelato».
Okay, quindi… «Non possiamo alienare beni dello Stato senza avere provato a venderne almeno alcuni. Le valutazioni fatte non rispondono a un valore di mercato, bensì al valore del nostro inventario. E come ho detto, col tempo, il materiale legato all’informatica si deprezza velocemente».
«Quando questi beni sono rotti od obsoleti dobbiamo scaricarli dall’inventario – aggiunge Verna –, dando risposta come dicevo allo Stato: è tutto normato. La prima parte è appunto la tentata vendita ed è quanto sta accadendo ora». Nell’ultimo triennio per la Don Milani è la prima volta. Diciamo che non è filantropia di superficie, epperò sotto sotto cedere un notebook o un tablet a 1 euro ci si avvicina.
Una postilla: nel caso in cui la gara dovesse andare deserta, i beni potranno essere ceduti a trattativa privata o a titolo gratuito. In mancanza saranno destinati allo smaltimento.
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