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Casumaro, presunta truffa sul terremoto: assoluzione piena per Tassi Group


	Assolto l'imprenditore Giuseppe Tassi
Assolto l'imprenditore Giuseppe Tassi

La Corte dei Conti condanna altri due imprenditori a restituire 1,6 milioni

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Casumaro La Corte dei conti dell’Emilia-Romagna assolve Tassi Group Costruzioni e il suo legale rappresentante Giuseppe Tassi, così come l’architetto Pierangelo Telandro, dall’accusa di aver orchestrato una truffa da quasi sei milioni di euro sui contributi per la ricostruzione post sisma 2012. A pagare, invece, sono i fratelli Eugenio ed Edmondo Gagliardelli, condannati in solido a restituire 1.600.000 euro, oltre rivalutazione e interessi.

La sentenza chiude un procedimento nato da un’inchiesta della Guardia di Finanza di Bologna. Gli inquirenti avevano scoperto una presunta truffa aggravata ai danni dello Stato, legata alla ricostruzione dei capannoni industriali danneggiati dal terremoto nel maggio 2012.

Al centro della vicenda c’è AET s.r.l., società modenese controllata dai Gagliardelli e poi incorporata in Opera Group, che nel 2014 chiede alla Regione, commissaria delegata per la ricostruzione, i contributi per riparare otto capannoni ceramici a Camposanto. La domanda iniziale vale oltre 8,8 milioni di euro; dopo l’istruttoria viene riconosciuto un contributo di circa 5,1 milioni, poi rideterminato a 5,89 milioni per una variante progettuale imposta dall’Ausl. Il totale effettivamente erogato è di 5.8 milioni.

I lavori di ripristino vengono affidati a Tassi Group Costruzioni, subentrata nel 2015 al consorzio originariamente indicato, mentre la parte tecnica – relazioni, computi metrici, perizie – porta la firma dell’architetto Telandro. Secondo la Procura contabile, dietro il contratto d’appalto ufficiale, che dichiarava un corrispettivo di 5,9 milioni di euro, si celava un accordo riservato, denominato «Convenzione» e coperto da clausola di segretezza, che fissava il vero prezzo dei lavori in 4,3 milioni. La differenza, 1,6 milioni, sarebbe dovuta rientrare nelle casse di AET tramite Opera Group, attraverso contratti di locazione e subappalto fittizi per 813.250 euro, quattro assegni da 100. 603 euro ciascuno intestati ad AET e la simulazione di danni di fine lavori per trattenere la cauzione di 300. 000 euro versata da Tassi Group. Su queste basi la Procura regionale aveva chiesto la condanna in solido di Opera Group, dei Gagliardelli, di Telandro e di Tassi Group (difesa dall’avvocato Alberto Della Fontana) per l’intero danno erariale contestato. Il collegio, presieduto da Massimo Perin, respinge però l’accusa di un accordo criminoso a tre.

Per Telandro non emerge la prova di un pactum sceleris con i committenti; per Tassi Group manca una prova diretta dello schema fraudolento. Diverso il giudizio sui Gagliardelli: per i giudici contabili è certo che i due fratelli abbiano incassato il contributo per intero senza spenderlo integralmente, trattenendo dolosamente la differenza. Respinta anche l’eccezione di prescrizione, sollevata da tutte le difese richiamando la legge n. 1 del 2026: per la Corte il termine non decorre dalla concessione del contributo ma dalla scoperta dell’occultamento doloso del danno. Dichiarata la contumacia di Opera Group, in liquidazione giudiziale. Ai Gagliardelli la Corte addossa anche le spese di giudizio, 205,86 euro. Alla Regione, quale commissaria alla ricostruzione, spetta invece rimborsare le spese legali di Telandro e Tassi Group, 3.000 euro ciascuno oltre accessori. 

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