Ferrara, “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky”: meno un mese alla mostra
La rassegna a Palazzo dei Diamanti sarà visitabile dal 19 settembre
Ferrara Scatta il conto alla rovescia per “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità”, la mostra che sarà visitabile dal 19 settembre al 10 gennaio 2027 a Palazzo dei Diamanti (corso Ercole I d’Este, Ferrara). A un mese dalla sua apertura, abbiamo voluto fare il punto su una delle rassegne più attese della prossima stagione.
Il percorso
Al centro del racconto il paesaggio – naturale e urbano – e la vita moderna diventano il punto di osservazione di un’epoca in cui il rapporto tra l’artista e il mondo visibile si ridefinisce radicalmente, aprendo la strada a nuove modalità di percezione e rappresentazione della realtà. Articolato in nove capitoli, il percorso ripercorre le tappe salienti dell’evoluzione della pittura tra XIX e XX secolo, a partire dalla nascita della sensibilità naturalista della Scuola di Barbizon fondata su un’osservazione diretta del paesaggio. Questo approccio influenza i macchiaioli italiani, che sviluppano un linguaggio costruito da luce e colore. Con l’impressionismo si afferma una pittura moderna, capace di restituire la percezione fugace davanti al soggetto, mentre in Olanda gli artisti della Scuola dell’Aia declinano questi principi in una visione più sobria e atmosferica. A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento i postimpressionisti mettono in discussione l’idea di un’arte fedele alla natura. La loro ricerca prende strade diverse. Il colore e la forma acquistano autonomia, lo spazio viene reinterpretato, l’immagine si fa più essenziale e carica di significati simbolici, mentre il colore assume un valore sempre più emotivo. In Italia, il divisionismo rielabora queste ricerche in chiave lirica, esaltando il ruolo della luce e la sua vibrazione. Parallelamente, il tema della vita urbana diventa sempre più centrale per narrare le profonde trasformazioni sociali e culturali del tempo. All’inizio del Novecento il futurismo esalta il movimento e l’energia della città. Seguono esperienze diverse, tra cui un ritorno all’ordine che recupera equilibrio e classicità.
I protagonisti
In Europa, intanto, molti artisti intraprendono la strada dell’astrazione, semplificando e progressivamente dissolvendo il dato reale per costruire un linguaggio sempre più autonomo, svincolato dalla rappresentazione del mondo visibile. La mostra restituisce una stagione ricca di fermenti, sperimentazioni e talenti, attraverso le opere dei grandi protagonisti della pittura moderna europea. Tra questi, Gustave Courbet, Claude Monet, Camille Pissarro, Auguste Renoir, Alfred Sisley, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Paul Signac, Odilon Redon, Pablo Picasso, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Vasilij Kandinsky e Piet Mondrian. Accanto a loro, i maestri italiani, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giovanni Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Mario Sironi. L’itinerario espositivo riunisce 120 lavori tra dipinti, disegni e incisioni, per la gran parte provenienti dalle collezioni del museo olandese, affiancate da una selezione appartenente a raccolte pubbliche e private italiane. L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara ed è curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella.
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