Le auto rubate in provincia di Ferrara usate per compiere altri furti
Non ci sono organizzazioni dietro i numeri dei veicoli sottratti
Ferrara Non emergono, al momento, bande specializzate né l’esistenza di un mercato strutturato dedicato ai veicoli rubati. Eppure i furti di automobili, motociclette e ciclomotori commessi nella provincia di Ferrara sembrano avere, nella maggior parte dei casi, un denominatore comune: i mezzi vengono utilizzati per commettere altri reati, spesso altri furti, e successivamente abbandonati. Fonti investigative sottolineano come non vi sia attualmente un particolare allarme legato alla presenza di gruppi criminali organizzati e specializzati nel furto di veicoli. Secondo una recente analisi di Facile.it, elaborata sui dati del ministero dell’Interno, nel Ferrarese nel corso del 2025 sono stati denunciati circa 150 furti tra automobili, motociclette e ciclomotori. Il dato corrisponde a una media di un veicolo sottratto ogni 2,4 giorni.
Si tratterebbe prevalentemente di mezzi non di ultima generazione, spesso privi dei più recenti sistemi di sicurezza e localizzazione satellitare. Gran parte dei veicoli immatricolati negli ultimi anni dispone infatti di sistemi GPS integrati, mentre le vetture di fascia medio-alta sono generalmente dotate anche di ulteriori dispositivi antintrusione e antifurto, capaci di rendere più complessa l’azione dei ladri.
Nella maggior parte dei casi verrebbero utilizzati per commettere furti e altri reati predatori. Per azioni criminali più complesse e organizzate, come alcune rapine, la tendenza osservata dagli inquirenti sarebbe invece quella di ricorrere a veicoli a noleggio ottenuti utilizzando documenti o identità false. Il territorio di Ferrara, in ogni caso, non è tra i più colpiti dal fenomeno, risultando una delle province con i dati più bassi a livello regionale e ampiamente al di sotto della media nazionale, che supera i 285 veicoli rubati al giorno. In Italia il fenomeno assume dimensioni particolarmente rilevanti soprattutto in alcune aree del Centro e del Sud. Uno scenario molto diverso da quello ferrarese emerge infatti in territori dove i furti di veicoli vengono attribuiti a gruppi criminali strutturati. A fine luglio, nel Foggiano, le forze dell’ordine hanno eseguito un’operazione che ha portato allo smantellamento di una presunta associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato di autovetture, alla ricettazione, al riciclaggio e all’autoriciclaggio.
A livello nazionale e internazionale il fenomeno è spesso collegato ad attività criminali più ampie. L’Interpol evidenzia infatti come le auto rubate possano essere utilizzate per finanziare o agevolare altri reati, dal traffico di stupefacenti al commercio illegale di armi, fino al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al terrorismo. L’organizzazione richiama inoltre l’attenzione sul mercato nero dei pezzi di ricambio, una fonte di profitto per le organizzazioni criminali e un potenziale rischio per la sicurezza degli automobilisti. I componenti provenienti da canali illeciti, infatti, potrebbero non rispettare gli standard di sicurezza. Alcune inchieste hanno evidenziato come auto sottratte in Italia, oppure parti di esse, possano essere esportate illegalmente verso Paesi dell’Europa orientale e del Nord Africa, dove vengono reimmesse nei mercati clandestini o smontate.
Il fattore tempo è spesso fondamentale, denunce tempestive hanno più probabilità di portare al ritrovamento del mezzo sottratto.
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