Furti a Riva del Po, la minoranza: «Gli abitanti pretendono sicurezza»
Chiesti il Controllo di vicinato e fondi per l’installazione di telecamere e inferriate
Berra Ancora nuove immagini provenienti dalle telecamere domestiche del territorio di Riva del Po e Jolanda, catturano i ladri in azione nelle serate scorse e cresce la sensazione che siano ben più di quei due visti nel locale di Serravalle. Considerato il contesto allarmante, l’Arma ha tenuto a dare un chiaro segnale della propria presenza, promettendo più controlli soprattutto nelle zone residenziali colpite e dispensando consigli utili a chi dovesse trovarsi di fronte a un tentativo di furto. Proprio in risposta all’articolo sul lavoro dei carabinieri - pubblicato ieri sulla Nuova - è intervenuto il gruppo di minoranza Uniti per Riva del Po: «Con tutto il rispetto per il lavoro quotidiano dei militari, questa risposta non può bastare a una comunità esasperata e spaventata – queste le parole del gruppo –. Anzi, la toppa è quasi peggio del buco. I fatti dicono che le case sono già chiuse: i cittadini di Riva del Po non lasciano le porte spalancate. I ladri entrano comunque, spaccando infissi e violando le nostre abitazioni».
Uniti critica anche il resoconto offerto dai militari sull’attività di controllo delle strade. «Cosa c’entrano i posti di blocco con le bande che svaligiano le case la notte? Mischiare la normale routine del codice della strada con l’emergenza furti serve a fare statistica, non a dare risposte», prosegue il gruppo, che dà il proprio parere sulle vere cause di questa raffica di furti e intrusioni: «Per Riva del Po la chiusura della caserma dei carabinieri di Cologna decisa nel 2019 è il frutto avvelenato delle politiche di tagli e riduzioni di spesa che cadono sempre e solo sui servizi essenziali offerti ai cittadini», tra cui la sicurezza.
Uniti per Riva del Po elenca poi gli atti e le proposte di questi ultimi giorni. «Il 15 agosto abbiamo depositato una richiesta ufficiale di incontro pubblico urgente. Vogliamo che la sindaca, la Polizia locale e le forze dell’ordine ci mettano la faccia. Devono spiegare che fine ha fatto il Controllo di Vicinato e se il sistema di videosorveglianza funziona». In seguito, il 19 agosto «abbiamo depositato una mozione inviata anche alla Prefettura di Ferrara per costringere la Giunta ad approvare un Piano Straordinario per la Sicurezza – prosegue il gruppo di Egle Cenacchi –. Il Comune ha un avanzo di amministrazione superiore a 3 milioni di euro. Nella mozione chiediamo di usarli subito per i cittadini attraverso impegni precisi».
Quindi nell’implementazione della videosorveglianza con sistema di lettura targhe nei punti di accesso di tutte le frazioni colpite; nel finanziamento di 200mila euro dall’avanzo per un bando a fondo perduto, per aiutare i privati a installare allarmi, telecamere e inferriate in casa; in una mappatura pubblica entro 30 giorni di tutte le telecamere comunali per sapere quante funzionano davvero. Ancora, Uniti chiede l’attivazione immediata del Controllo di Vicinato in ogni località con un telefono comunale attivo h24 e un canale WhatsApp per le emergenze; la convocazione dell’incontro pubblico entro 15 giorni chiamando a raccolta Prefetto, carabinieri e locale; l’attivazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per chiedere pattugliamenti interforze notturni nelle frazioni periferiche. Le richieste sono esaudite: nel Consiglio comunale del 28 agosto tre punti all’odg riguarderanno il tema sicurezza.
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