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Pioggia e vento nel Ferrarese, che batosta

Francesco Dondi, Katia Romagnoli
Pioggia e vento nel Ferrarese, che batosta

Il territorio di Tresignana martoriato: «Ancora in emergenza, ma stavolta è peggio». La Super piena di rami, alberi caduti, tetti scoperchiati e pali dell’illuminazione abbattuti

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Ferrara L’allerta meteo di inizio settimana aveva risparmiato il Ferrarese, ma ieri pomeriggio il territorio ha pagato un altro pesante e violento prezzo alla furia della pioggia e del vento. Il fortunale ha colpito a macchia di leopardo, tra Tresignana, Copparo, Jolanda di Savoia, Codigoro, Goro, Mesola e Comacchio. La zona più ferita è quella di Tresignana con il sindaco Mirko Perelli che intorno alle 15 si lascia andare ad un commento di sconforto ma che fotografa esattamente la situazione: «Siamo purtroppo nuovamente in emergenza – scrive – Ancor peggio dell’ultima volta». E in effetti la situazione è assai complessa con alberi caduti un po’ ovunque – la situazione di via Toscanini è stata la più complessa con un pesante tronco che si è schiantato al suolo dal giardino dell’ex ospedale Boeri – rami nelle strade interne, allagamenti diffusi e infiltrazioni in scuole, biblioteca e palestra. Impossibile fare ancora un quadro generale che arriverà con tutta probabilità oggi ma la batosta è servita. E serviranno soldi per sistemare.

Chi se l’è vista brutta sono anche i tanti automobilisti che erano in viaggio sulla Super nei momenti di maggior violenza dei temporali: la velocità di crociera si è abbassata a causa degli allagamenti e dei tanti rami che si sono staccanti, precipitando sulla carreggiata. Non si registrano incidenti ma è stata complessa portare in salvo i passeggeri nelle auto. Guardando sempre in quella zona, la pioggia intensa ha allagato vari piazzali nell’Argentano e a Codifiume alcune attività commerciali hanno dovuto fermare il servizio ai clienti.

Vari problemi ce ne sono stati anche per i passeggeri dei treni con il nodo di Ravenna e la tratta Ferrara-Sermide che hanno visto vari convogli fermi o in pesante ritardo per la caduta di alberi sulle rotaie e danneggiamenti dei passaggi al livello proprio a causa del maltempo. Intorno alle 18. 30 la situazione ha iniziato a tornare alla normalità.

La bufera di vento forte ha colpito anche nel Basso ferrarese, provocando la caduta di alberi, rami, segnali stradali, tegole dai tetti e facendo volare anche i raccoglitori dei rifiuti destinati all’organico e alla raccolta indifferenziata È stato un down burst, come si chiama scientificamente il fenomeno legato ad una corrente d’aria forte discendente che, avanzando, in questo caso, da sud-ovest verso il mare, ha scaricato tutta la sua forza.

Lungo la statale Romea, tra Mesola e Lido Spina, i vigili del fuoco dei distaccamenti di Codigoro e Comacchio sono intervenuti per sezionare e rimuovere fusti di alberi, anche di grosse dimensioni, come è avvenuto, in località Lovara, all’altezza dell’autovelox fisso. Un pioppo aveva invaso la carreggiata nella sua intera larghezza, bloccando, di fatto, la circolazione veicolare. Durante le operazioni di rimozione dell’albero, gli operatori della Polizia locale dell’Unione dei Comuni hanno presidiato l’area, deviando il traffico lungo altre strade secondarie. Un intervento analogo è stato effettuato in via Corriera, nei pressi dell’Aviosuperficie di Valle Gaffaro, dove un pino, abbattuto dalle raffiche di garbino, che soffiavano sino a 90 chilometri orari, aveva ostruito la strada provinciale, che collega Volano a Bosco Mesola. Altri rami ed alberi sono stati sradicati sotto l’impeto del vento lungo numerose strade, ma anche in aree private.

Ad Ariano Ferrarese il tetto in lamiera di un magazzino, spazzato via dal vento, è piombato su un lampione della pubblica illuminazione, troncandolo in due parti. Per la messa in sicurezza è intervenuta una squadra di operai di Cpl Concordia, azienda incaricata della gestione degli impianti di pubblica illuminazione. A Jolanda di Savoia si sono verificati diversi blackout ad intermittenza. «Si è trattato di un fortissimo acquazzone, ma l’aria si è rinfrescata. Ci voleva – è il commento di Gianni Nonnato, titolare dello Chalet del Mare - Per fortuna al Lido Nazioni non si sono verificati danni in spiaggia. Attendiamo a braccia aperte i turisti del week end». Non si può dire lo stesso per Volano e il vituperato bagno Isa che ha visto di nuovo la duna di sabbia franare sotto l’impeto del mare: due pali di legno a protezione sono caduti.

A Lido Spina, dopo il ritorno del sole, attorno alle 17.30, come spiega Gino Farinelli, titolare del bagno Jamaica “è tornata in spiaggia anche la gente, per fortuna. Attorno alle 14.30 è arrivato un violento temporale, ma i danni si sono limitati ad un dito d’acqua entrata nei locali».

Nei prossimi giorni si procederà con verifiche e sopralluoghi tra i frutteti, soprattutto nelle aree maggiormente colpite tra Portomaggiore ed Ostellato, mentre le colture ad orticole del basso ferrarese sembra che non abbiano subito particolari conseguenze. «Dopo la devastazione provocata da un nubifragio, il 19 luglio scorso, nella mia cocomeraia alle Contane, - spiega l’agricoltore Roberto Ruffato -, questa volta il maltempo mi ha risparmiato. Però la stazione meteo che ho installato nel 2006, ha registrato dati molto interessanti. Sulla Gran Linea le raffiche di vento sono arrivate a 87 chilometri orari e a Final di Rero, sino a 110 chilometri orari. Poca grandine e un’intensità di pioggia altissima (1645, 6 millimetri all’ora).  

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