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Ricorso al giudice

Ferrara, il rapimento e la droga: Roma entra in carcere

Daniele Oppo
Ferrara, il rapimento e la droga: Roma entra in carcere

Per la difesa l’arresto è stato frettoloso e l’esecutività della pena dovrebbe essere sospesa

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Ferrara È finito in carcere Roberto “Gildo” Roma, uno dei protagonisti della vicenda criminale culminata nella rapina con sequestro di persona ai danni di un giovane attirato in un’imboscata con il pretesto di acquistare droga. Il 52enne ferrarese è stato arrestato la mattina di ieri e accompagnato in via Arginone per l’esecuzione della condanna a sei anni, tre mesi e 17 giorni inflittagli al termine del processo in abbreviato, poi ridotta per non aver fatto appello. Ma la difesa contesta l’ingresso in carcere e annuncia battaglia: L’avvocato Giovanni Montalto, infatti, valuta la possibilità di presentare un ricorso al giudice dell’esecuzione basato sulla pendenza dell’appello del coimputato Alessandro Casolari, che potrebbe produrre effetti anche sulla posizione di Roma e sull’esecuzione della sua condanna. In attesa del ricorso e della decisione del giudice, l’uomo rimane ristretto all’Arginone. La condanna trae origine da una complessa indagine dei carabinieri che aveva portato alla luce diversi episodi criminali nel territorio ferrarese.

Il procedimento si era chiuso in sede di udienza preliminare con due condanne in abbreviato, un patteggiamento e un rinvio a giudizio. Roma era stato condannato a sei anni, tre mesi e 17 giorni di reclusione, mentre Alessandro “Caso” Casolari, 59 anni, ex esponente storico del tifo spallino (oggetto di recente anche di un lungo articolo del giornale britannico The Guardian che ne ha tracciato il profilo) , aveva ricevuto una pena di cinque anni e sette mesi. Per entrambi il giudice aveva riconosciuto favorevolmente il risarcimento del danno. Al centro dell’inchiesta vi era soprattutto una rapina con sequestro di persona avvenuta il 22 agosto 2023. Secondo l’accusa, la vittima era stata attirata con il pretesto di una compravendita di sostanze stupefacenti. Una volta giunta all’appuntamento, era stata aggredita, minacciata e costretta a consegnare il codice della propria carta di pagamento. Dopo essere stata derubata di 100 euro, la persona offesa sarebbe stata legata e rinchiusa in una stanza mentre alcuni dei partecipanti uscivano per effettuare prelievi di denaro.

La vittima era però riuscita a liberarsi e a fuggire. Ne era nata una colluttazione appena fuori dall’immobile che aveva attirato l’attenzione dei residenti e provocato l’intervento dei carabinieri. Gli approfondimenti investigativi successivi avevano portato alla contestazione di ulteriori reati, tra cui episodi legati agli stupefacenti e alla detenzione di armi. Nel caso di Casolari, le accuse comprendevano anche il possesso di un taser, di un revolver e di un fucile a canne mozze con munizioni, oltre alla contestata fabbricazione di un ordigno rudimentale che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe dovuto essere collocato sotto il motore del condizionatore dell’abitazione di una donna: i due giovani incaricati della “missione” erano stati “pizzicati” dai carabinieri nel corso di un controllo. Alcune imputazioni si erano concluse con assoluzioni. 

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