La Nuova Ferrara

Ferrara

Dati Istat

Ferrara, i “nuovi” matrimoni: sempre più tardi e spesso c’è il bis

Andrea Mainardi
Ferrara, i “nuovi” matrimoni: sempre più tardi e spesso c’è il bis

Nella città estense le nozze cambiano. Sono 946 le cerimonie celebrate nel 2024

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Nel 2024 nella provincia di Ferrara sono stati celebrati 946 matrimoni, un dato che a prima vista sembra in linea con la media dell'ultimo decennio, ma che nasconde trasformazioni profonde legate al modo in cui ci si sposa. I dati Istat rielaborati dalla Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna, analizzano anche il tasso di nuzialità, cioè il numero di matrimoni ogni mille abitanti.

Nel 1994 si attestava al 3,9% mentre nel 2024 è sceso fino a raggiungere il 2,8%. Il crollo più netto resta quello del 2020, l'anno della pandemia: il tasso precipitò all'1,6%, con appena 556 matrimoni celebrati, quasi la metà rispetto all'anno precedente. Da allora la ripresa è stata rapida: 904 nozze nel 2021, 947 nel 2022, 1.011 nel 2023 a conferma che buona parte del calo era rimandato, non annullato.

Uno dei cambiamenti più marcati riguarda la forma del matrimonio. Nel 2011 i riti civili erano 614 su 1.022 totali, il 60,1%. Nel 2024 sono 777 su 946, pari all'82,1%. In poco più di un decennio il rito civile è passato da maggioranza relativa a scelta nettamente prevalente. Su questo fronte il Comune è parte attiva grazie al progetto “Sposami a Ferrara” che permette alle coppie di usufruire di alcune nelle più belle location del centro storico ma non solo. Dai classici Palazzo Comunale ed il Castello Estense ma anche Palazzo Diamanti ed il Teatro Comunale. Si può convolare a nozze anche presso Casa Colombani, la Delizia di Fossadalbero, Giardino Hirsch e le ville Lolliana e Pignare.

Gli anni passano

L’età media al matrimonio è cresciuta in modo costante. Gli sposi uomini sono passati da 38,4 anni (2011) a 45 anni (2024): quasi sette anni in più. Le spose donne da 34,3 a 40,0 anni, con un incremento di 5,7 anni. Questo innalzamento non è lineare ma progressivo, e riflette dinamiche più ampie: percorsi di studio più lunghi, ingresso ritardato nel mercato del lavoro, maggiore instabilità economica e la diffusione crescente delle seconde nozze, che per definizione alzano l'età media complessiva.

Proprio quest’ultimo aspetto emerge dai dati: nel 2011 il 8,9% degli sposi e il 15,3% delle spose arrivavano all'altare per la seconda volta (o oltre). Nel 2024 le quote sono salite rispettivamente al 26,0% e al 23,0%. Per gli uomini si tratta quasi di una tendenza triplicata in tredici anni: oggi più di un uomo su quattro che si sposa a Ferrara lo fa dopo una precedente unione conclusa. Questo dato è coerente con lo sdoganamento del divorzio e l'aumento generale delle separazioni.

Uniti al 100%?

Il regime patrimoniale scelto dalle coppie mostra un'evoluzione più contenuta ma comunque presente: la quota di matrimoni in comunione dei beni è passata dal 35,8% del 2011 al 33,0% del 2024, con un picco anomalo al 43,0% nel 2015. Nel complesso, la separazione dei beni resta la scelta più diffusa fra le coppie ferraresi, coerentemente con l'età più matura degli sposi e con patrimoni personali già consolidati al momento delle nozze.

La componente straniera

I matrimoni con almeno uno sposo straniero rappresentavano il 16,2% nel 2011 e sono saliti fino a un massimo del 22,7% nel 2019, prima di ridursi durante la pandemia e attestarsi al 18,0% nel 2024. Si tratta di un fenomeno strutturale, legato alla stabilizzazione delle comunità straniere residenti in provincia, più che di una tendenza in costante crescita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google