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Sul treno con un biglietto non valido, rifiuta di dare le proprie generalità: denunciato un 23enne di Ferrara

Sul treno con un biglietto non valido, rifiuta di dare le proprie generalità: denunciato un 23enne di Ferrara

L’episodio è avvenuto a luglio nello scalo ferroviario di Rovigo, creando ritardo nella ripartenza del convoglio

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Rovigo Un viaggio in treno si è trasformato in una denuncia per un 23enne residente nel comune di Ferrara, finito nei guai dopo un controllo del capotreno a bordo di un regionale, nello scalo ferroviario di Rovigo. Il giovane, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, avrebbe infatti esibito un titolo di viaggio non valido e, quando il personale ferroviario gli ha chiesto le generalità, si sarebbe rifiutato di fornirle.

L’episodio è avvenuto nel mese di luglio. A intervenire sono stati i militari della locale Stazione dei Carabinieri, chiamati dal personale ferroviario proprio a seguito della situazione che si era venuta a creare a bordo del convoglio.

Il controllo del capotreno aveva fatto emergere l’irregolarità relativa al titolo di viaggio. A quel punto, il 23enne avrebbe però scelto di non collaborare con il personale di bordo, rifiutandosi di fornire le proprie generalità. Una circostanza che, oltre a impedire di completare le procedure previste in caso di irregolarità sul viaggio, avrebbe provocato conseguenze anche sulla circolazione del treno.

Il convoglio, infatti, è rimasto fermo più a lungo del previsto in stazione, con un ritardo nella ripartenza. Di fronte alla situazione, è stato richiesto l’intervento dei Carabinieri, che hanno raggiunto lo scalo ferroviario per procedere agli accertamenti.

I militari hanno quindi accompagnato il giovane negli uffici dell’Arma, dove è stato possibile procedere alla sua identificazione e alla successiva formalizzazione degli atti. Al termine degli accertamenti, il 23enne, cittadino italiano residente nel Ferrarese, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rovigo.

Nei suoi confronti si procede, in ipotesi accusatoria, per due distinti reati: interruzione di pubblico servizio e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale.

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