Umanità, ascolto e preparazione: a Ferrara chiude la Farmacia Calzolari
Finisce un pezzo di storia del centro cittadino, ma la ripartenza è vicina
Ferrara «Ma quindi quando?». «Questo sabato». «Ma che dispiacere!». «Non dica così, noi siamo contenti, ci andiamo a riposare, e poi l’attività della farmacia continua». «Posso salutarla? Non so se ci vedremo ancora». «Ferrara è piccola e ora avremo più tempo, ci rivedremo sicuramente». Questo scambio tra Filippo Calzolari, dell’omonima farmacia di via Cortevecchia 9, e un suo cliente, è solo l’ultimo di una lunga serie di saluti commossi e colmi di gratitudine.
«Prima di tutto ti davano consigli, senza volerti vendere niente. E se non avevi bisogno di niente, ti ascoltavano e basta, che a volte è la medicina migliore» dice una signora, che subito si informa sul futuro dell’attività. «Sabato chiudiamo – spiega Calzolari – ma passiamo il testimone ad un giovane farmacista che la gestirà con due colleghe, rinnovando tutto».
Tutto è successo molto rapidamente: nel giro di una settimana, appena messa in vendita, la farmacia è stata subito acquisita. «Sono contento che si tratti di un’altra famiglia e non di una catena, è un po’ come passarla ai miei figli» ammette Filippo Calzolari.
È così che si conclude un’epoca iniziata nel 1942 con la nonna, poi passata nelle mani del signor Giancarlo, lo storico titolare, affiancato negli ultimi 35 anni anche dal figlio Filippo. Una dinastia che si è presa cura del benessere di tante e tanti ferraresi, anche grazie ai preparati galenici officinali e magistrali per cute e capelli, preparati nel laboratorio del retrobottega.
Un presidio del centro fatto di esperienza e rapporti umani, ma che ha una storia ancora più antica, come mostrano con orgoglio i Calzolari. Su una delle tre colonne in pietra della facciata c’è scolpita una data che sembra essere 8 luglio 1609. A quell’epoca potrebbe dunque risalire l’edificio, che sorge là dove ci dovevano essere le stalle o la rimessa della Cattedrale, parzialmente distrutte dal terremoto del 1570. Le prime tracce dell’attività risalgono al ’700 con la Farmacia Badia, in quella che allora si chiamava via degli Orefici. Poi c’è stata la Farmacia Zeni. Dopo è arrivata la capostipite Augusta Cavicchi, nata a San Bartolomeo nel 1909, una delle prime donne laureate in farmacia nel 1934. Dopo la sua prematura scomparsa, la farmacia è passata al figlio Giancarlo.
Il futuro sarà nelle mani del trevigiano Matteo dal Bò, che dopo un paio di settimane di chiusura per lavori, la riaprirà con la nuova gestione il 14 settembre. «Mi rendo conto che è finito un ciclo di vita – dice con schietta lucidità Giancarlo, classe 1936 – ma mi sento ancora in salute e allora forse arriverò a cent’anni e avrò anche la visita del sindaco». A novembre l’Ordine dei farmacisti ha deciso di consegnargli il premio Caduceo D’oro per meriti nelle preparazioni galeniche. «In quell’occasione – promette Calzolari – condividerò con i giovani farmacisti presenti le formule di quattro dei nostri preparati più richiesti». Ricette che per anni hanno nutrito la pelle di tanti ferraresi diventeranno di dominio pubblico, riaffermando “quel principio etico dell’umana solidarietà” che ispira il giuramento dei farmacisti.
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