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La cerimonia

Matteo Zuppi cittadino onorario di Terre del Reno

Georges Savignac
Matteo Zuppi cittadino onorario di Terre del Reno

Il porporato reagisce con la consueta ironia: «Durante le motivazioni pensavo: mica male questo cardinale»

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Sant’Agostino Una giornata destinata a entrare nella storia della comunità. Ieri pomeriggio, durante la Festa del patrono di Sant’Agostino, il Comune di Terre del Reno ha conferito la cittadinanza onoraria al cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Presenti alla cerimonia il sindaco di Bondeno, Simone Saletti, il presidente della Provincia di Ferrara e sindaco di Poggio Renatico, Daniele Garuti, il capogruppo del Partito democratico in Regione, Paolo Calvano, il vicesindaco di Vigarano Mainarda, Mauro Zanella, e il sindaco di Cavezzo, Stefano Venturini.

Una cornice particolarmente significativa per un riconoscimento che il Consiglio comunale aveva approvato all’unanimità e con il quale Terre del Reno ha voluto esprimere la propria gratitudine nei confronti di una figura considerata punto di riferimento per il dialogo, la solidarietà, l’inclusione e la costruzione della pace. A rendere ancora più significativo il momento è stata la presenza dei rappresentanti dei Consigli comunali dei ragazzi delle scuole medie di Sant’Agostino e Mirabello. Sono stati proprio i giovani, insieme agli amministratori, a leggere le motivazioni ufficiali e a consegnare al cardinale la pergamena della cittadinanza onoraria. Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Roberto Lodi, che ha ricordato il percorso istituzionale concluso con il voto unanime del Consiglio comunale. Nelle motivazioni del conferimento, l’amministrazione comunale ha indicato in Zuppi una personalità capace di incarnare e promuovere valori che vanno oltre l’ambito strettamente religioso e appartengono all’intera società civile. Terre del Reno fa parte dell’Arcidiocesi di Bologna e nel corso degli anni ha avuto più volte l’occasione di accogliere il cardinale. Le sue visite alle parrocchie, alle associazioni e alle comunità locali non sono state considerate semplici appuntamenti istituzionali, ma momenti autentici di ascolto, incontro e condivisione. Da questo rapporto, costruito nel tempo, è maturata la volontà di riconoscergli formalmente l’appartenenza alla comunità.

Particolare rilievo è stato attribuito anche all’impegno del cardinale per la pace e per la composizione non violenta dei conflitti. Le missioni diplomatiche e umanitarie affidategli dalla Santa Sede, in una fase internazionale segnata da guerre e tensioni, hanno reso Zuppi una delle figure maggiormente impegnate nella ricerca di percorsi di dialogo. Nel proprio intervento, il cardinale ha accolto il riconoscimento con gratitudine e con la consueta ironia. «Quando ascoltavo le motivazioni pensavo: mica male questo cardinale», ha commentato ironicamente, prima di soffermarsi sul significato più profondo della cittadinanza onoraria. «Vuol dire che siamo contenti che tu sia uno di noi. Per me è un grande onore, oltre che un piacere».

Zuppi ha quindi posto al centro del proprio discorso il valore del “noi”, contrapposto a un individualismo sempre più diffuso. La comunità, ha spiegato, non può essere soltanto un luogo al quale rivolgere richieste e reclami, ma deve diventare uno spazio nel quale ciascuno offre il proprio contributo, aiuta gli altri e accetta di essere aiutato.

Il cardinale ha poi richiamato il proprio impegno internazionale, ricordando le missioni in Ucraina, Russia, Stati Uniti e Cina affidategli da Papa Francesco. «Non possiamo pensare che il dialogo sia inutile. È l’unico modo per risolvere i conflitti», ha affermato. Da qui l’invito rivolto alla comunità: «Aiutiamoci insieme a costruire un mondo e un futuro di pace. L’unico modo per difendere la pace è costruirla». Zuppi ha infine lanciato una proposta accolta con favore dai presenti: invitare Papa Leone XIV a visitare Sant’Agostino, richiamando il profondo legame del pontefice con l’ordine agostiniano. La giornata è proseguita con la messa celebrata dal cardinale, suggellando un momento che ha unito la festa patronale, la partecipazione civile e il senso di appartenenza a una comunità.

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