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Ferrara Buskers Festival, chiude “Il Bosco dell’Armonia”: protagonisti Ferrari e Pedrini

Nicolas Stochino
Ferrara Buskers Festival, chiude “Il Bosco dell’Armonia”: protagonisti Ferrari e Pedrini

L’ex musicista degli Art Fleury porta oggi (30 agosto) in scena lo spettacolo. «È tratto dall’omonimo libro che ho iniziato a scrivere dopo la pensione»

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Ferrara Sarà un incontro inedito, con radici che affondano nella storia della musica bresciana degli anni Ottanta, a chiudere questa sera la 39ª edizione del Ferrara Buskers Festival. Sul palco, per la prima volta insieme, Omar Pedrini, anima dei Timoria e vicedirettore artistico della rassegna, e Augusto Ferrari, autore e regista, già musicista degli Art Fleury. I due daranno vita a “Il bosco dell’armonia – Viaggiare con lentezza sul cammino della conoscenza”, spettacolo tratto dal libro omonimo che Ferrari sta ultimando.

Un progetto nato da un’amicizia che ha visto un primo contatto nel 1985, quando gli Art Fleury furono invitati a premiare un giovanissimo Pedrini e il suo gruppo, allora non ancora Timoria, vincitori di una gara tra band studentesche. «Quello che dico sempre è che era il nostro destino», racconta Ferrari. Dopo quell’incontro le strade dei due si separarono, per poi incrociarsi nuovamente vent’anni fa a Torino. Da allora è nata un’amicizia diventata fratellanza dopo le difficili vicende di salute vissute da Pedrini e dalla moglie di Ferrari, Tania. «Hanno affrontato gravi patologie cardiache e, più di recente, entrambi un secondo intervento a cuore aperto. Da quando si sono salvati per la seconda volta non passa giorno senza che io e Omar non ci scambiamo un pensiero».

L’idea dello spettacolo in città è arrivata a febbraio, quando Ferrari ha sentito Pedrini parlare del Buskers Festival in radio. «Dopo la trasmissione l’ho chiamato e gli ho proposto un’idea che avevo in testa da anni. Ha accettato subito e mi ha invitato al Ferrara Buskers Festival». Pedrini imbraccerà la chitarra, mentre Ferrari sarà il “suggeritore” di uno spettacolo pensato per coinvolgere direttamente gli spettatori. «Il secondo sottotitolo del libro è “Romanzo di formazione per lettori partecipanti”. A Ferrara sarà invece uno “spettacolo di formazione per spettatori partecipanti”». Il vero spettacolo durerà circa mezz’ora e si aprirà con la voce registrata di Moni Ovadia, fortemente voluta da Ferrari. «Quando ho sentito la registrazione che mi ha mandato mi sono commosso». Al centro della storia ci sono una chiocciola (Pitagora), custode della geometria, e un bruco (Eraclito) destinato a diventare farfalla, nato dal dubbio. I due intraprendono un viaggio iniziatico tra filosofia, musica e natura, alla scoperta delle leggi invisibili che uniscono il pensiero, il tempo e il mondo vivente.

L’interazione comincerà già prima dello spettacolo, con un’asta «comica»: saranno battute 40 copie del libro contenenti i primi quattro capitoli, venti magliette disegnate e alcuni secchielli che, nel finale, diventeranno tamburi. «Ieri sera sono andato in giro “in incognito” per il festival a distribuire volantini, soprattutto a chi vedevo suonare o con uno strumento in mano, per ingaggiare musicisti». Tra i partecipanti ci sarà anche il tecnico del suono del festival, che suonerà il tamburino.

Ferrari ha iniziato a scrivere il libro a metà giugno, una volta raggiunta la pensione e conclusa la sua esperienza da insegnante delle elementari, che preferisce chiamare «scuole fondamentali». «Ho scelto di fare l’insegnante negli ultimi 18 anni della mia vita. Ho fatto cinque anni con i bambini, poi quattro con richiedenti asilo o persone provenienti da tutto il mondo, a cui insegnavo italiano». Un’esperienza – quella con i richiedenti asilo – che ha dovuto interrompere per «il peso dei racconti ascoltati». È quindi tornato ai bambini, specializzandosi in particolare con quelli provenienti da famiglie straniere. «Più che insegnare, sono i bambini che hanno insegnato a me. La felicità più grande della mia vita è stata diventare nonno: non ho figli, ma Enrico il figlio di mia moglie Tania, 3 anni fa ha avuto un figlio, Martin. Pochi giorni fa ha inoltre avuto la secondogenita, Nina, e per questo motivo non riuscirà a essere qui per lo spettacolo di oggi».

Per Ferrari, arrivato a Ferrara già da qualche giorno, il festival è stato anche l’occasione per scoprire la città. Venerdì si è concesso anche una parentesi a Comacchio. «Ho mangiato un fritto misto eccezionale, uno dei più buoni che abbia mai provato».

Oggi, invece, sarà il momento di tornare sul palco per l’ultimo appuntamento del festival.

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