Pronto soccorso di Cona affollato: i tempi di attesa si allungano
Tra le cause gli utenti che aggirano gli ospedali periferici e i medici di base
Ferrara Fino a novanta persone in pronto soccorso a Cona ieri mattina, in gran parte anziani. È ormai cronica la situazione di indubbia criticità che accompagna l’utenza che si rivolge a Cona, costretta a rimanere per molte ore in attesa. Un problema ancor più evidente in caso di ricovero, dove si rischia di dover attendere per molte ore o nei casi peggiori addirittura più di un giorno, prima di essere accompagnati nella stanza di degenza.
Da quanto è stato segnalato più volte, sarebbero numerosissimi gli utenti che si recano al pronto soccorso di via Aldo Moro, evitando in questo modo sia il filtro del medico di base sia l’ospedale di riferimento sul territorio. La rete ospedaliera provinciale è infatti organizzata con ospedali “spoke”, ovvero strutture periferiche di base in grado di garantire l’assistenza di primo livello. Questi ospedali, tutti con servizio di pronto soccorso, sul nostro territorio sono collocati ad Argenta, Cento e a Lagosanto. In caso di patologie complesse o necessità di alte specializzazioni i pazienti convergono sull’ospedale hub di riferimento, ad esempio Cona.
Aggirare gli ospedali periferici e rivolgersi direttamente a Cona è sicuramente uno dei problemi che allungano i tempi di attesa, al quale si aggiunge la richiesta di accesso da parte di pazienti provenienti da province confinanti. Da quanto viene segnalato sarebbero molti gli utenti che motivano l’accesso in pronto soccorso con frasi del tipo “il medico di base (o la guardia medica) mi ha detto di rivolgermi al pronto soccorso” anche per semplici problemi di natura influenzale.
Alto il turnover del personale di ogni profilo professionale che negli ultimi tempi chiedono di essere trasferiti in altri servizi o migrare in Azienda Usl, a causa degli intensi ritmi di lavoro. Ci si chiede se il numero di medici, infermieri e operatori sociosanitari sia davvero commisurato al numero e al tipo di utenti e, ancora, se l’alto afflusso di pazienti al pronto soccorso di Cona riesca a soddisfare in toto la parte relativa ai bisogni di base e alla rivalutazione periodica, soprattutto nei confronti di quanti (una quarantina nella mattinata di ieri) rimangono per molte ore in attesa di essere ricoverati.
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