Fermati tre responsabili dell’aggressione al bar di Corporeno, avevano massacrato di botte due uomini
I carabinieri hanno individuato e denunciato alcuni dei presunti responsabili. Due uomini erano stati presi a botte e sprangate da una banda di almeno 10 persone
Corporeno «Ci hanno massacrato di botte, abbiamo rischiato di morire». L’agghiacciante racconto di un uomo di 32 anni residente nel Centese ha sollevato, come prevedibile, una serie di pesanti reazioni. Secondo la sua testimonianza, protagonista sarebbe stata una banda di cittadini stranieri e i carabinieri della Compagnia di Cento hanno concluso con celerità un’attività investigativa che ha consentito di individuare tre giovani, sospettati di far parte del gruppo che ha partecipato alla violenta aggressione avvenuta nei pressi di un esercizio pubblico a Corporeno.
Cos’è successo
L’episodio ha avuto origine all’esterno di un bar della frazione dove i due uomini, 27 e 32 anni, sono stati avvicinati da un gruppo di persone. In breve tempo dalle parole sono passati ai fatti, quando una delle vittime è stata improvvisamente colpita con una spranga, perdendo i sensi, mentre l’amico, intervenuto in suo soccorso, è stato costretto a fuggire lungo la provinciale, per poi essere raggiunto, dopo una caduta, finendo colpito con calci e pugni prima di riuscire a rifugiarsi in un’abitazione vicina per chiedere aiuto al Numero unico di emergenza 112. Nel frattempo, la prima vittima, che si era intanto ripresa, si era messa alla guida della propria auto per raggiungere la caserma dei carabinieri di Cento, venendo inseguita dagli aggressori che hanno lanciato bottiglie di vetro contro il veicolo in corsa. Entrambi i giovani aggrediti sono dovuti ricorrere alle cure mediche al pronto soccorso per i traumi riportati.
Le indagini
L’immediato intervento delle pattuglie dell’Arma e la successiva serrata attività d’indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Cento - sviluppata attraverso la raccolta delle testimonianze e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona - hanno consentito di stringere il cerchio in tempi record attorno a parte del gruppo. L’attività infatti ha portato all’individuazione di tre soggetti che si ritiene abbiano preso parte all’aggressione, in concorso con altri, che sono stati denunciati alla Procura estense per le ipotesi di reato di lesioni personali aggravate in concorso. L’attività investigativa non si esaurisce, in quanto sono in corso ulteriori accertamenti volti all’individuazione di eventuali altri responsabili. «Ho trovato il coraggio di denunciare perché certe cose non devono più accadere - ha detto il 32enne -. Questa volta è andata anche bene».
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