Ferrara, detenuto di 25 anni morto in cella: disposta l’autopsia
Aveva inalato il gas di una bomboletta utilizzata per cuocere il cibo
Ferrara La procura di Ferrara ha avviato le indagini sulla morte del detenuto di 25 anni, di origini tunisine, trovato senza vita in una cella del carcere dell’Arginone. Sarà disposta l’autopsia per fare piena luce sul decesso del giovane, morto inalando il gas di una bomboletta utilizzata per cuocere il cibo, non è chiaro se per stordirsi o compiere un atto estremo.
In passato il giovane, arrivato a Ferrara dopo due trasferimenti a Reggio e Modena, aveva compiuto atti autolesionistici, ma non era considerato a rischio suicidario, ed era stato posto in una cella da solo.
Sul caso intervengono i capigruppo in Regione Paolo Calvano (Pd) e Simona Laghetti (Avs), che giovedì 27 agosto avevano visitato l’Arginone incontrando il comandante e gli agenti della struttura e verificando direttamente alcune delle criticità che interessano l’istituto penitenziario ferrarese. «Questa tragedia avviene dentro un sistema penitenziario attraversato da criticità profonde – affermano –. Anche il Garante regionale delle persone private della libertà ha richiamato ancora una volta l’attenzione sulla necessità di garantire personale, educatori, psicologi e servizi adeguati. Non possiamo considerare normale che le nostre carceri continuino a essere luoghi nei quali condizioni materiali al limite del sopportabile. La visita di pochi giorni fa ci ha confermato quanto sia necessario continuare a intervenire sulle condizioni complessive nelle quali vivono le persone detenute e lavorano gli operatori penitenziari. Su quanto accaduto è necessario avere al più presto un quadro completo e trasparente, così come è indispensabile che tutte le istituzioni facciano la propria parte per garantire dignità, sicurezza e tutela dei diritti nelle nostre carceri».
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