La Nuova Ferrara

Ferrara

Il tema

Ferrara, problemi di sicurezza nel quartiere Barco: le denuncia di Botti

Andrea Mainardi
Ferrara, problemi di sicurezza nel quartiere Barco: le denuncia di Botti

Lo sfogo dopo l’ennesimo tentativo di furto subito negli ultimi anni

2 MINUTI DI LETTURA





Ferrara «La sicurezza di Barco è precipitata negli ultimi anni». Con questo sfogo l’ex vicepresidente di Acer ed ex presidente dei Giovani Imprenditori Confcommercio Ferrara Daniele Botti denuncia una situazione non più sostenibile. L’imprenditore nel settore della comunicazione è da sempre residente nel quartiere periferico ma negli ultimi giorni è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

«Ero in vacanza assieme alla mia famiglia in tranquillità fino a venerdì. Intorno alla mezzanotte ricevo una chiamata allarmata da parte della mia vicina di casa».

La notizia è quella che nessuno vorrebbe mai sentire: «Mi ha quindi avvertito che la porta della nostra abitazione era scassinata e poi evidentemente richiusa dall’interno. A quel punto mi sono immediatamente messo in contatto con la Questura, la quale mi ha dato una pronta assistenza inviando una pattuglia sul luogo».

Nonostante lo spavento i danni sono stati limitati: «Gli agenti hanno non hanno notato confusione in casa o altri dettagli che potessero far pensare ad un furto compiuto. In casa non ho nulla di particolare valore. Evidentemente i malviventi hanno sentito un rumore e sono scappati subito dopo essere entrati».

Aldilà del solo danno materiale alla porta d’ingresso, Botti allarga comprensibilmente il proprio discorso: «C’è un enorme problema di sicurezza nel quartiere. Nell’arco degli ultimi anni purtroppo il panorama è peggiorato enormemente. Considerando casa mia e quella dei miei genitori è il terzo furto che subiamo. Addirittura alcuni ladri fecero irruzione anche quando vi erano dei lavori in corso nella nostra abitazione».

Uno sfogo questo, che rimette ancora più al centro del dibattito la sicurezza di periferie e frazioni. Da anni si parla di più videosorveglianza e più presenza delle forze dell’ordine nelle zone “calde”.

La sicurezza però si fa anche rendendo più vive e partecipate queste zone. Invece la tendenza degli ultimi anni ha visto sempre più frazioni e periferie svuotarsi di servizi e punti di aggregazione. Non basta l’opera meritevole di alcune associazioni per far sì che queste zone si trasformino in meri dormitori nei quali diventa anche sempre più difficile far convivere realtà ed etnie diverse.

Serve un piano drastico per rendere casi come quelli evidenziati da Botti l’eccezione, e non la triste normalità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google