La Nuova Ferrara

Ferrara

Cinema e memoria

Ferrara e il film su Aldrovandi, la madre: «Federico è ancora vicino a noi»

Stefania Andreotti
Ferrara e il film su Aldrovandi, la madre: «Federico è ancora vicino a noi»

Lunedì al via le riprese de “Lo stato del silenzio” dell’esordiente Manuel Benati. Muroni: «Sarà un’opera inaspettata, non didascalica»

4 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Il primo ciak sarà lunedì a Gherardi. Poi dureranno circa un mese, tra Ferrara e provincia, le riprese di “Lo stato del silenzio”, il film ispirato alla vicenda di Federico Aldrovandi, il giovane ucciso a Ferrara durante un controllo di polizia. Nato da un’idea di Stefano Muroni e Valeria Luzi, scomparsa lo scorso anno, sarà diretto dal regista esordiente Manuel Benati, che assieme a loro ha scritto la sceneggiatura. Verrà prodotto da Controluce Produzione, in collaborazione con Ferrara La Città del Cinema, rappresentata da Isra Salah che ha spiegato come, ad affiancare i professionisti sul set, cast artistico e tecnico arriveranno quasi interamente dalla Blow-up Academy, la scuola di cinema fondata dallo stesso Muroni. «La volontà è quella di custodire e trasmettere la memoria di Federico Aldrovandi coinvolgendo al tempo stesso il territorio e le giovani professionalità che stanno costruendo il proprio futuro nel cinema».

La voce dei genitori

«È bello vedere coinvolti tanti giovani che a quell’epoca non erano neanche nati» ha commentato Lino Aldrovandi, padre di Federico, stamane in conferenza stampa.

«Era da tempo che Stefano mi chiedeva il consenso e cosa ne pensassi della produzione di un film che riguarda la storia di Federico – è intervenuta la mamma Patrizia Moretti – per anni non mi sono sentita pronta, ma ormai ne sono passati più di 20, e ho pensato che la proposta sua e di Valeria, che ho conosciuto e che porto nel cuore, fosse una cosa veramente importante da realizzare, una proiezione verso il futuro perché questo progetto riguarda tanti giovani tra cui quelli della scuola, come Manuel, e penso che questo futuro sia pieno di cuore, sentimento, ottime intenzioni, idealismo e voglia di costruire un futuro positivo sulle basi di quello che purtroppo è accaduto, non dimenticandolo mai. È un film, una storia, non è un documentario, ho letto la sceneggiatura, ma sono la prima ad essere curiosa del risultato. So che un’opera d’arte è in costruzione fino all’ultimo istante però la fiducia che ho nei loro confronti è massima. È di nuovo un modo per avere Federico vicino a noi».

«Il film parlerà anche di responsabilità – ha aggiunto Lino – cultura del rispetto delle regole e della vita. La sceneggiatura fa emergere quello di cui più abbiamo bisogno in questo mondo, visto quello che purtroppo ci circonda: amore, intelligenza e buon senso, cose che quel 25 settembre 2005 ci dissero che non ci furono. Ma questo non è un film contro le forze dell’ordine, di cui anche io all’epoca facevo parte vestendo una divisa, è per loro, per le persone oneste, equilibrate. Grazie a Stefano che lo ha scritto assieme a Valeria, che ora è vicino a Federico».

Sguardi giovani

«Questo film tratta un tema particolarmente delicato che richiama la memoria di tutti perché si tratta di un tragico evento che ha coinvolto profondamente questa città», ha commentato l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli. Poi ha aggiunto: «È significativo il fatto che il regista abbia appena 24 anni, un giovane che ha scelto con la sensibilità e lo sguardo della sua generazione di confrontarsi con un tema complesso e difficile di trasformarlo in un racconto cinematografico. Questo è importante perché le comunità hanno bisogno dello sguardo dei giovani».

Empatia

«Il film non racconta solo la vicenda, il fatto parla da solo, noi vogliamo fare in modo che lo spettatore senta qualcosa, vogliamo trasmettere questa cosa», ha spiegato il regista Benati. «Abbiamo fatto lunghi mesi di ricerche che si sono sviluppate con amore e passione nei confronti di questa storia, che speriamo che crei una risonanza. L’auspicio è che dopo aver visto il film, prima di parlare di questo caso o di altri simili, le persone provino ad immedesimarsi in quello che è successo». «La sceneggiatura – ha dichiarato Muroni – nasce con l’obiettivo di raccontare una storia di dolore e di perdita, ma anche di coraggio, ricerca di verità e giustizia, seguendo il percorso della famiglia Aldrovandi e la sua lunga battaglia per ottenerne il riconoscimento. “Lo stato del silenzio” vuole però raccontare anche il Federico che esisteva prima di diventare una storia, restituendone la dimensione più intima e quotidiana. Il film presterà attenzione alla sua adolescenza, agli amici, alle relazioni e alla sua vita di ragazzo, con l’intento di mantenere viva la memoria non soltanto per ciò che gli è accaduto, ma anche per chi era. Non sarà un film didascalico, ma meravigliosamente inaspettato».

Si comincia

Nel cast principale ci saranno Rosa Palasciano (Patrizia Moretti), Stefano Muroni (Fabio Anselmo), Alessio Di Clemente (Nicola Solito), Frédéric Moulin (Lino Aldrovandi). Ad interpretare Federico Aldrovandi sarà il venticinquenne ferrarese Francesco Morelli. «Al tempo della vicenda ero piccolo, ma la storia ha permeato la vita della mia famiglia e della città, ci sono cresciuto assieme ed ora sono contento di restituire quell’energia che forse era anche quella di Federico». L’uscita del film è prevista per il 2027, circuiterà per i festival e poi arriverà nelle sale cinematografiche.  

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google