All’Iti di Ferrara la campanella suona prima: corso quadriennale già sui libri
Il preside Borciani: «Intelligenza artificiale sempre più centrale»
Ferrara Anche quest’anno all’istituto “Copernico-Carpeggiani” di Ferrara la campanella ha suonato prima rispetto a tutte le altre scuole. Per quasi cento studenti – frequentanti il corso quadriennale dell’indirizzo tecnico a specializzazione informatica – il ritorno sui banchi è avvenuto il primo di settembre, mentre l’anno scolastico per gli altri istituti regionali comincerà martedì 15.
«Ovviamente gli studenti del quadriennale sapevano bene che avrebbero cominciato con due settimane di anticipo – afferma il preside dell’Iti “Copernico-Carpeggiani”, Francesco Borciani –. Sono ragazzi motivati, non vengono qua per fare un anno in meno e in fretta; anzi, scelgono questo indirizzo consapevoli che c’è da lavorare di più. Questo lo possiamo dire, perché l’abbiamo sperimentato. Le prime tre classi inoltre finiranno a giugno una settimana dopo, mentre la quarta chiuderà come gli altri, dovendo preparare l’esame di Stato».
Quest’anno con la prima è partito un nuovo corso che si inserisce nella sperimentazione del 4+2, quindi 4 anni di scuola superiore tecnico-professionale e poi 2 anni di Its Academy (Istituti tecnologici superiori). Ed è alto il numero di “matricole” che hanno scelto questo percorso più breve ma decisamente intenso: nella classe prima sono quasi in trenta, in quarta 25, mentre in seconda e in terza poco più di venti. Questo calo è dovuto al fatto che «Nel corso degli anni c’è qualcuno che pensa “Forse non era un indirizzo per me”, qualcuno che aveva frainteso e veniva solo pensando “È più facile, finisco prima”. Poi però scoprono che non è così», aggiunge il dirigente scolastico.
Ma cosa distingue questo indirizzo dal normale informatico? Innanzitutto l’impegno, perché gli studenti del quadriennale arrivano alla stessa prova d’esame di chi ha avuto a disposizione un anno in più. E poi lo studio delle lingue e delle grandi banche dati. «Per quanto riguarda l’informatica, c’è una certa attenzione sui Big Data, e quindi sull’attività di analisi e utilizzo delle grandi banche dati che utilizzano tutti i sistemi commerciali – spiega Borciani –. Parallelamente, viene profuso un grande impegno nello studio delle lingue e nell’internazionalizzazione. Gli studenti del quadriennale fanno più ore di inglese rispetto al corso quinquennale e abbiamo verificato che nelle certificazioni raggiungono dei risultati piuttosto buoni».
Ciò consente, tra il terzo anno e l’inizio del quarto, di avviare attività di scambi con l’estero, progetti Erasmus, ma anche stage lavorativi all’estero. Molti ragazzi vanno in Irlanda, Spagna o Germania e dimostrano di cavarsela, di reggere questa prova.
E poi c’è l’intelligenza artificiale, che non va demonizzata ma ben conosciuta. Soprattutto se si parla di futuri informatici. «È il tema all’ordine del giorno – conclude il preside dell’Iti –. Da tempo gli insegnanti ne parlano nelle loro lezioni, ma finora è stata un po’ un’iniziativa dei singoli. Adesso stiamo pensando di dedicare un’attenzione specifica all’Ia per tutto l’istituto e in particolare per questi studenti, che acquisiscono competenze tecniche. L’intelligenza artificiale oggettivamente c’è, si usa, la usiamo in certi casi anche nelle segreterie. Quindi il problema non è “la accetto o mi ci scontro”, il problema è come imparo a utilizzarla per lavorare meglio e per non cadere nelle trappole».
E allora, buon anno in anticipo a queste quattro classi.
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