Ferrara, settembre bollente con temperature record
Sfiorati i 38 gradi a Bondeno, Poggio e Copparo. Il meteorologo: «È un dato da incubo»
Ferrara Il caldo di inizio settembre non è stato soltanto intenso. In diverse località del Ferrarese ha lasciato una traccia negli archivi climatici, con temperature massime da record nelle serie storiche di riferimento. Tra il 4 e il 5 settembre Bondeno ha toccato 37,9 gradi, il valore più alto; seguono Poggio Renatico e Copparo, entrambe a 37,6, e Voghiera con 36,7. Record anche a Portomaggiore, con 36,2 gradi, Mirabello, con 35,9, e Malborghetto, con 35,3. Un’ondata di caldo fuori scala per il calendario, ancora più significativa se inserita nella tendenza climatica degli ultimi decenni.
A mettere i numeri in prospettiva è Pierluigi Randi, presidente di Ampro, che ha analizzato l’evoluzione della temperatura media estiva nei trentenni climatici standard. Tra 1931-1960 e 1961-1990 la variazione è stata minima, appena un decimo di grado. Poi il quadro cambia radicalmente: tra 1961-1990 e 1991-2020 l’aumento è di 1,6 gradi, un valore “straordinariamente elevato”.
Il salto non si è fermato. La media delle estati comprese tra il 2021 e il 2026 è arrivata a 25,6 gradi, altri 1,6 gradi sopra il trentennio 1991-2020 e 3,5 gradi oltre il periodo 1931-1960. Un dato “da incubo”, pur con una necessaria cautela: sei anni non possono essere equiparati a un trentennio e la media recente può risentire della variabilità naturale.
La proiezione di Randi non è quindi una previsione climatica, ma una semplice estrapolazione matematica. Se il ritmo di riscaldamento osservato negli ultimi anni proseguisse, la temperatura media estiva del periodo 2021-2050 potrebbe collocarsi tra 26,5 e 27 gradi. In questo scenario, attorno al 2035-2040 l’estate del 2026 potrebbe apparire quasi “normale”, e non più estrema.
La cautela resta d’obbligo: per proiezioni climatiche corrette servono ensemble di modelli e differenti scenari emissivi. Ma il segnale è netto. «La variabilità continua ad esserci, ma oscilla attorno a una media sempre più elevata», osserva Randi. I record di questi giorni non sono soltanto numeri isolati, ma la punta di un cambiamento più ampio.
Il quadro globale aggiunge preoccupazione. Secondo ECMWF/ERA5 Copernicus, agosto 2026 è stato l’agosto più caldo mai registrato, con una temperatura globale di 1,65 gradi sopra i livelli preindustriali, circa 0,14 gradi oltre il record dell’agosto 2024. Secondo le stime richiamate da Randi, inoltre, la probabilità che il 2026 diventi l’anno più caldo mai registrato supera il 77 per cento. Dal Ferrarese al pianeta, i record raccontano la stessa storia: il clima continua a oscillare, ma attorno a una temperatura di base sempre più alta, portando con sé tutti i problemi già cronici.
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