Ferrara, addio a Carlo Natati: l’artigiano musicista dalle mani d’oro
Costruiva archi, balestre e strumenti medievali, apprezzato in tutta Italia
Ferrara Carlo Natati, molto noto a Ferrara e fuori provincia per le sue qualità di artigiano e costruttore di archi, balestre e strumenti musicali medievali, è scomparso venerdì 4 settembre all’ospedale di Cona in seguito ad una malattia che in una settimana non gli ha dato scampo. Aveva compiuto 85 anni il 30 agosto.
Natati era fra i massimi rappresentanti degli ambienti della ricerca storica, professionalità concretizzatasi anche nella pubblicazione di due importanti volumi in cui sono riportate le tecniche di costruzione in particolare di armi antiche. Faceva parte del Consorzio Europeo di Ricerche Storiche e per questo partecipava ad eventi, manifestazioni e conferenze come relatore o ospite in diverse città d’Italia.
«La cosa che più ha amato – ricorda la moglie Nives che condivideva con lui la passione per quel mondo lontano – sono state le balestre, arma italiana tipica medievale; ne ha sicuramente costruite più di settanta, soprattutto su ordinazione. Riproduceva anche gli strumenti medievali come liuti, cister e tantissimi tamburi, modelli di cui mi sono rimasti pochi esemplari: quattro balestre, due archi e un cister incompiuto, che insieme ad alcuni dei nostri amici proporremo alla prossima fiera di usi e costumi che si terrà a Ferrara in novembre. Ringrazio tutti coloro che in questi giorni mi hanno dimostrato il loro affetto e li aspetto domani, mercoledì 10, alle 16 nella Sala del commiato in Certosa per l’ultimo saluto».
Fra chi ha ricordato Carlo Natati c’è anche Francesco Petrucci che con lui condivide la passione per la costruzione di strumenti antichi.
«Era un grande della realtà artigianale e artistica ferrarese – spiega Petrucci –. Non pochi lo ricorderanno da quando nel suo laboratorio in fondo a via Ripagrande si dava un gran daffare a costruire di tutto e ad aggiustare tutto. Non era solo il legno il suo mondo. Natati era un artista poliedrico noto anche a livello internazionale per le sue sempre raffinate produzioni nella realizzazione di strumenti musicali».
«A vedere i suoi scritti e le ordinate raffigurazioni di antichi oggetti – prosegue Petrucci nel suo ricordo – c’è da stupirsi e chiedersi se un uomo con questa cultura può essere dimenticato. No, Natati resta nella storia di Ferrara come un artista a tutto tondo. Basterebbe vedere i suoi dipinti e le sue piccole sculture e incisioni che ha impresso nei manufatti che prima venivano studiati storicamente, immaginati nella sua fantasia, poi tradotti in schizzi e disegni e infine prodotti concretamente. Carlo merita molto di più che un semplice ricordo. Spero che chi ha a cuore questa città possa dedicare a lui e a tanti bravissimi e indimenticabili artisti ferraresi un apposito spazio fisico e della memoria per valorizzarli e non lasciare all’oscurità dell’oblio la loro inestimabile opera».
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