Bompani di Ostellato, questione di date: sì ai moduli per le uscite volontarie
Fino al 15 ottobre proceduta di mobilità non oppositiva
Ostellato «Il nostro 8 settembre». Così qualcuno ha commentato ieri dopo il lungo incontro all’interno dello stabilimento Bompani di Ostellato. I sindacati hanno incontrato i lavoratori e le lavoratrici con lo scopo di fare il punto sull’accordo discusso in Confindustria e guidare i dipendenti verso quelli che saranno i futuri passi. Ricordiamo che nei giorni scorsi l’incontro di nella sede di Confindustria ha spianato la strada per un possibile accordo. Le parti del documento iniziale che avevano suscitato le perplessità da parte dei sindacati perché nocive per i lavoratori sono state emendate. Il fulcro dell’intesa resta la procedura di mobilità non oppositiva (definita nel gergo aziendale “2-2-3”) che consiste in un accordo sindacale quadro per la gestione dei licenziamenti collettivi basato esclusivamente sull’adesione volontaria dei lavoratori interessati. I dipendenti interessati devono presentare una formale “Dichiarazione di adesione al piano di mobilità non oppositiva” e così il lavoratore mantiene il diritto di accedere all’indennità di disoccupazione Naspi (poiché il licenziamento collettivo non oppositivo è considerato disoccupazione involontaria). Nel caso della Bompani ci sarebbero già enti che hanno dato la loro disponibilità a portare avanti percorsi con i dipendenti che saranno quindi indirizzati verso nuovi settori.
Attenzione alle date
Fino al 15 ottobre chi lo vorrà potrà firmare il modulo per l’uscita volontaria e restare poi in azienda fino al 14 novembre, giorno ultimo per la chiusura del rapporto. E chi non firma? Potrà restare in Bompani fino al 31 dicembre usufruendo degli ammortizzatori già riconosciuti e dal primo di gennaio 2027 capire come l’azienda si muoverà. Ma attenzione, perché il modulo deve essere consegnato entro la data prevista altrimenti dopo non sarà più possibile procedere. Non sarà facile per circa gli 80 dipendenti prendere una decisione, anche se gli animi sono sfiniti. Firmare potrebbe dire in qualche modo finire l’agonia che dura da tanto, troppo tempo e intanto avere appunto la possibilità di andare in Naspi. Qualcuno ha ancora speranza che le cose possano cambiare, ma comunque l’azienda dovrà presentare un nuovo Piano perché quello attuale non sarebbe più fattibile considerate le condizioni.
Come detto, al momento alla Fox Bompani è attivata la Cassa integrazione con contratti di solidarietà fino al 31 dicembre 2026. Le uscite concordate sarebbero quindi organizzate ponendo precise scadenze, per perseguire il doppio obiettivo di garantire esuberi tutelati per i lavoratori e al tempo stesso avviare un’operazione che possa dare respiro alla società e dare continuità produttiva.
La preoccupazione principale delle sigle sindacali risiede ovviamente nella continuità della cassa integrazione. Senza la copertura degli ammortizzatori sociali e in assenza di un piano di rilancio solido, la tenuta economico-produttiva della storica fabbrica di elettrodomestici rischia di essere compromessa nel giro di pochissimo tempo.
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