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La sentenza

Condannato per aver calunniato un camionista di Comacchio

Daniele Oppo
Condannato per aver calunniato un camionista di Comacchio

Un giovane aveva falsamente accusato l’uomo di una tentata rapina mai avvenuta: anzi, era stato il 55enne a subire un’aggressione nella stazione ferroviaria

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Comacchio Accusò falsamente un camionista di aver tentato una rapina, facendolo finire agli arresti domiciliari per mesi: condannato per calunnia a un anno, un mese e dieci giorni di reclusione.
 

Il giudice dell’udienza preliminare ha condannato per calunnia un giovane del 2003, che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Al momento è detenuto per altra causa nel carcere di Reggio Emilia. Il gup ha inoltre riconosciuto alla vittima una provvisionale immediatamente esecutiva di 8mila euro, a titolo di risarcimento del danno, rinviando a un successivo giudizio civile la quantificazione definitiva dell’importo, oltre al pagamento delle spese processuali.
 

Parte civile nel procedimento era il camionista, residente a Comacchio, assistito dall’avvocata Fiorella Shane Arveda: «Sono contenta perché abbiamo ristabilito la giustizia, il mio assistito è stato vittima di qualcosa che poteva diventare enorme. Ha avuto un danno per i mesi di custodia cautelare e per via di questa volontà di giocare con la vita degli altri. In questa vicenda c’è stata anche un po’ di superficialità generale e di pregiudizio».
 

La vicenda risale al novembre 2022 e si era consumata nella zona della stazione ferroviaria di Ferrara. Secondo la denuncia presentata all’epoca dal giovane, il camionista avrebbe minacciato uno dei ragazzi presenti intimandogli di consegnargli lo smartphone che aveva in mano e avrebbe poi aggredito un amico intervenuto in sua difesa.
 

Su quella versione dei fatti erano scattate le accuse nei confronti del comacchiese. La svolta è arrivata nel corso del procedimento con l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Dai filmati, acquisiti su sollecitazione della difesa, è emersa una ricostruzione diametralmente opposta, corroborata anche dalle quattro richieste di aiuto partite dalla vittima verso il 112.

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