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Una giornata sul set

All'Einaudi di Ferrara le riprese del film su Federico Aldrovandi

Nicolas Stochino
All'Einaudi di Ferrara le riprese del film su Federico Aldrovandi

I docenti Mazzoni e Masetti insieme a 23 studenti hanno registrato il backstage. Fornasiero: «È stato un onore accogliere la troupe durante queste tre giornate»

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Ferrara Sono iniziate nei giorni scorsi dalla frazione di Gherardi le riprese de “Lo stato del silenzio”, il film ispirato alla vicenda di Federico Aldrovandi, giovane ucciso il 25 settembre 2005 a Ferrara durante un controllo di polizia. Il set si è ora spostato a Ferrara, dove proseguirà per circa un mese in diverse location tra città e provincia.

Tra le prime cornici ad accogliere il set, c’è stato l’istituto Luigi Einaudi di Ferrara. Un’ambientazione che ha ospitato tre giornate di riprese, a cui si sono aggiunte le fasi di allestimento e disallestimento della strumentazione. «La produzione ci ha chiesto di poter registrare all’interno dell’istituto – racconta la dirigente scolastica Marianna Fornasiero –. Impossibile non esserne orgogliosi e quindi abbiamo accettato la proposta. In queste giornate, hanno girato in diverse parti dell’edificio (in via Savonarola 32; ndr) tra cui un’aula, la vicepresidenza e una scala antincendio. Ieri, durante l’ultimo giorno di set qui da noi, hanno registrato anche nel mio ufficio, la presidenza».

Una convivenza tra la troupe e i primi “abitanti” dell’istituto, operativi da prima l’inizio effettivo dell’anno scolastico. Entrando infatti, si respira già quel fermento tipico dei giorni che accompagnano la fine dell’estate e l’inizio del nuovo ciclo scolastico. Nei corridoi si notano collaboratori scolastici, docenti e soprattutto diversi studenti. «Sono gli ultimi giorni del piano scuola estate 2025/2026 e alcuni ragazzi sono già al lavoro sul prossimo anno. In queste prime giornate di settembre abbiamo attivato un ciclo di studio intensivo della lingua italiana per gli studenti stranieri dei primi anni. Si tratta di un progetto che permette ai giovani alunni di poter concentrarsi nello studio dell’italiano prima che inizi il vero e proprio programma scolastico».

Ma tra i corridoi, e soprattutto sempre pronti a riprendere ogni istante di lavorazione sul set, anche 23 studenti dell’indirizzo Servizi culturali e dello spettacolo. «È un gruppo misto – spiegano i docenti Sara Mazzoni e Luca Masetti –, composto da studenti di diverse classi, dalla seconda alla quinta». Giovani che hanno manifestato la propria volontà a prendere parte a questa importante opportunità. «Per i ragazzi – continuano i professori – è stata un’occasione da cogliere al volo. Non capita tutti i giorni l’opportunità di poter assistere e documentare il dietro le quinte di un set così importante nella nostra città e anzi, all’interno della nostra scuola». I 23 studenti infatti, selezionati da una ricca lista di adesioni e che ha registrato un notevole interesse, hanno avuto modo di poter dialogare con la produzione del film e registrare gli attimi di backstage. «Come istituto Einaudi, collaboriamo spesso con la Blow-up Academy, la scuola di cinema di Ferrara, fondata e presieduta da Stefano Muroni, da cui il cast artistico e tecnico deriva quasi interamente. Come indirizzo, trattiamo principalmente il linguaggio del cinema e dei video in generale. Il rapporto con la Blow-up Academy si sviluppa durante l’intero anno, con workshop e incontri. La scuola di cinema infatti, rappresenta per molti nostri studenti il naturale prosieguo del percorso di apprendimento in questo settore, una volta concluso il ciclo quinquennale all’Einaudi».

I ragazzi quindi, impegnati nel laboratorio di approfondimento insieme ai docenti Masetti e Mazzoni, hanno avuto occasione in questi giorni di assistere, immortale e riprendere la diverse fasi del set allestito negli spazi della scuola. L’obiettivo finale? Realizzare un documentario che racconti il backstage delle giornate di set, a cui affiancare video da pubblicare sui canali social dell’istituto. «L’intero girato verrà condiviso in un archivio per poterci lavorare durante tutto l’anno insieme. I 23 ragazzi del gruppo sono già al lavoro per presentare alla scuola l’elaborato video che racconti l’esperienza. I video più brevi, verranno pubblicati in autunno sulle piattaforme social dell’istituto, a favore dell’orientamento in entrata. Sul documentario invece, i ragazzi del gruppo di lavoro sono già all’opera per la fase di post produzione e montaggio».

La voce degli studenti

Un’esperienza che i 23 studenti del gruppo misto hanno scelto di vivere, dando la propria disponibilità al di fuori del calendario scolastico. «È un’esperienza che non potevamo non cogliere – spiega Ester, studentessa in procinto di iniziare il terzo anno –, soprattutto per chi come noi studia in un corso che si occupa di cinema e multimediale. È stato interessante vedere il dietro le quinte di un film, non capita tutti i giorni di poter assistere a un set nella propria scuola. Non mi aspettavo un carico di lavoro così importante e soprattutto così tante figure professionali differenti». Una troupe che non ha semplicemente utilizzato i locali scolastici come set per le riprese, bensì ha creato una reale sinergia con docenti e studenti. La produzione ha infatti inviato ai due professori responsabili del corso alcuni documenti e il piano di lavoro. «Conoscevamo già la storia di Federico (Aldrovandi; ndr) ma durante il primo giorno in cui la produzione è arrivata a scuola, abbiamo approfondito la sua figura e il progetto del film», continuano i ragazzi.

Una produzione giovane, fattore che ha agevolato la connessione con i ragazzi dell’istituto Einaudi. «Ci conoscevamo già tutti, almeno di vista – continuano nel racconto gli studenti – ma grazie a questo progetto abbiamo avuto modo di conoscerci ancora meglio». Un progetto che ha inoltre offerto la possibilità di scoprire le figure professionali che ruotano attorno alla produzione di un film. «Mi piacerebbe lavorare nel mondo della fotografia o come montatrice – confessa Beatrice –. Ho già avuto una prima esperienza come fotografa di scena per la mia scuola di musica». Anche Nicole è appassionata di fotografia e grazie a questa esperienza ne ha avuto un’ulteriore conferma. C’è poi chi ammette di preferire un lavoro davanti alla cinepresa, come Ester che sogna di fare l’attrice, e chi invece ha scoperto una passione per la sceneggiatura come Alessia o per un lato più organizzativo come Martina. 

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