La Nuova Ferrara

Ferrara

Ambiente

Lidi di Comacchio invasi da mosche e moscerini: «Il freddo l’unica soluzione»

Lidi di Comacchio invasi da mosche e moscerini: «Il freddo l’unica soluzione»

Diverse le lamentele e le segnalazioni per la grande quantità. L’esperto: «Fenomeno naturale, anche dovuto al nostro ambiente particolare»

2 MINUTI DI LETTURA





Lidi e Comacchio A fronte delle segnalazioni e degli interrogativi sulla presenza sempre più “invadente” di mosche e moscerini, da parte dei turisti che ancora stanno soggiornando ai Lidi e dei residenti nelle zone rurali di Volania e tra le case sparse di Valle Pega, arriva una risposta precisa dal Centro di ecologia applicata Delta del Po. Si tratta di un fenomeno naturale, legato alla stagione, a fattori climatici ed ambientali proprio del territorio, destinato a ridursi rapidamente con l’abbassamento progressivo delle temperature. A spiegare quanto sta accadendo è Enrico Luciani, responsabile del Cead, il quale inquadra l’incremento della presenza degli insetti nelle dinamiche tipiche della fine dell’estate.

«A fine estate è un fenomeno normale assistere a un incremento marcato nella presenza di insetti, in particolare mosche, moscerini e cimici. È un andamento non è casuale, – chiarisce Enrico Luciani-, ma il risultato della sovrapposizione tra le dinamiche biologiche stagionali degli insetti e la particolare conformazione geografica del territorio che circonda i Lidi comacchiesi». La distribuzione di ditteri (mosche e moscerini) e di emitteri (cimici), non è uniforme. Le mosche risultano maggiormente presenti nelle aree abitate e nei centri urbani, mentre i moscerini tendono a concentrarsi maggiormente nelle zone più prossime alla spiaggia e alla costa. A favorire il fenomeno concorrono diversi fattori, a partire dal clima di settembre. Le temperature ancora elevate e un alto tasso di umidità accelerano il metabolismo degli insetti e rendono più veloce il loro ciclo vitale. Anche i cambiamenti di pressione e l’umidità associata ai temporali di fine estate possono favorirne la concentrazione nei pressi delle aree abitate. «I fondali delle lagune sono una nicchia ecologica privilegiata delle larve di diverse specie di chironomidi, -spiega Luciani -, che dopo aver effettuato la metamorfosi sciamano anche verso i centri abitati». I chironomidi, pur assomigliando alle zanzare, sono però «assolutamente innocui».

La maturazione e la raccolta delle colture, insieme alle concimazioni dei terreni, proprie del periodo, possono favorire la presenza di mosche, cimici e altri insetti. Con la progressiva riduzione della vegetazione nei campi, gli uni e gli altri possono spostarsi verso i centri abitati, ma anche verso le aree costiere illuminate, dove cercano riparo. Sul fronte dei rischi, il quadro è rassicurante. «Mosche e cimici, – precisa il responsabile del Cead -, possono essere fastidiose, ma non pungono l’uomo». Più generica è invece la definizione, entrata nel linguaggio comune, di moscerini, termine che comprende insetti differenti. Non si può quindi escludere la presenza di specie in grado di pungere. «Il fenomeno - conclude Luciani-, è transitorio e in rapido declino appena le temperature si abbasseranno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google