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L’iniziativa

Cinema individuale, così a Cento una vecchia cabina telefonica ha ripreso vita

Georges Savignac
Cinema individuale, così a Cento una vecchia cabina telefonica ha ripreso vita

Si chiama “Cinemino” e vi può entrare una persona alla volta

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Cento Una vecchia cabina telefonica cambia funzione e diventa una sala cinematografica per una persona sola. È il “Cinemino”, inaugurato sabato scorso nel piazzale del supermercato Coop di via Bologna 2/4, uno fra i numerosi appuntamenti del Settembre Centese. Si tratta di uno spazio ricavato da un oggetto urbano ormai praticamente scomparso, nel quale entrare per pochi minuti e lasciarsi accompagnare da immagini e suoni.

L’iniziativa è dell’associazione Tararì Tararera Aps, con il supporto del Consiglio di zona soci Coop Alleanza 3.0 di Ferrara. La programmazione e lo sviluppo del software sono stati curati dall’ingegnere informatico centese Christian Pezzin. All’esterno resta l’immagine familiare della cabina; all’interno la tecnologia lavora senza mostrarsi, trasformandola in una micro-sala a uso individuale. L’obiettivo è quello di portare la proiezione fuori dai luoghi tradizionali e creare così un’esperienza raccolta, adattabile anche ad altri contesti.

Il progetto gioca sul contrasto fra due epoche. La cabina, simbolo di un modo di comunicare ormai affidato alla memoria collettiva, viene recuperata con un linguaggio contemporaneo. Non più un posto dal quale parlare a distanza, bensì un luogo nel quale fermarsi, ascoltare e guardare. Un riuso che conserva l’oggetto e gli assegna una nuova funzione culturale.

Descritto come «riqualificazione di una cabina telefonica trasformata in cinema», il cinemino è collegato a “Risonanze – L’ascolto che cura”. Si tratta del progetto che ha come capofila l’associazione Fra le Quinte e coinvolge sette partner, fra cui per l’appunto Tararì Tararera. La Regione ha finanziato per 24mila euro nell’ambito del bando per il Terzo settore sostenuto dall’accordo fra Regione Emilia-Romagna e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Al centro del progetto ovviamente ci sono inclusione, relazioni, contrasto alle solitudini e creazione di luoghi di aggregazione.

Seconda volta

La cabina telefonica ricorre già nelle attività culturali dell’associazione: infatti nel 2024 Tararì Tararera aveva inaugurato a Porta Pieve il “Prontobook”, una vecchia cabina trasformata in punto di bookcrossing (ossia lo scambio di libri, si lasciano dei volumi già letti e se ne prendono altri da leggere in modo totalmente gratuito), oggi inserita nella rete della Biblioteca diffusa di Cento. Nella scheda di “Risonanze” compare anche il “Telefono del vento”, ovvero una installazione con una cornetta non collegata ad alcuna linea, pensata come spazio simbolico per affidare parole e ricordi alle persone scomparse.

Con il “Cinemino” questi progetti di recupero cambiano ancora linguaggio e passano al racconto audiovisivo. L’inaugurazione di sabato mattina ha richiamato cittadini e curiosi nel piazzale della Coop centese, trasformando un luogo quotidiano di passaggio in un piccolo presidio culturale. Niente platea e nessuna fila di poltrone come siamo abituati, ma uno spettatore alla volta, solo davanti a una storia.  

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