Ferrara, de Pascale e la Cispadana: «A dicembre decidiamo»
Il presidente ospite alla meeting Pd: «L’unica cosa da evitare è non fare»
Ferrara A Cento, pochi giorni prima, si era spinto fino a dicembre, confermando come l’assegnazione dell’A22 ad Autobrennero avrebbe potuto sbloccare la Cispadana; lunedì sera, Michele de Pascale è invece andato oltre. Alla festa del Pd di Ferrara, intervistato da Cristiano Bendin, ha voluto mettere alcuni punti fermi che suonano come una deadline oltre cui non andare. «Salvini ha promesso che entro dicembre ci sarà l’assegnazione dell’A22 - ha detto ironico il presidente della Regione - A quel punto sapremo anche noi cosa fare perché ormai è chiaro a tutti, la Cispadana autostradale è direttamente collegata con il futuro dell’Autobrennero. Lo dico chiaro: ci sono 700 milioni pubblici fermi tra Regione e Stato. La situazione è indecorosa perché ci sono degli impegni presi con gli imprenditori del Centese e del distretto biomedicale mirandolese. L’Emilia Romagna non lascerà mai soli i suoi territori, aspettiamo dicembre poi prenderemo una decisione forte, ma tra autostrada o strada a scorrimento veloce io dico che l’unica cosa che non si può fare è non fare niente».
E così si aggiorna il calendario di un’opera che si trascina da decenni senza una concretizzazione mentre si avvicinano il completamento dell’Adriatica di Argenta e la terza corsia dinamica dell’A13 che sarà utilizzabile quando le condizioni di traffico lo richiederanno.
Ma sul tema Cispadana arriva l’immediata sollecitazione di Silvano Tagliavini portavoce del Coordinamento cispadano No autostrada – Sì strada a scorrimento veloce: «È bene premettere che nelle scorse settimane il Coordinamento ha inviato un documento alle forze politiche di minoranza nell’ambito della maggioranza presente nell’Assemblea regionale, Avs e M5s, dove si chiedeva di porre la massima attenzione alle dichiarazioni di vari esponenti del Pd e rappresentanti del sistema produttivo inerenti la Cispadana. Un susseguirsi di prese di posizione che avevano il chiaro intento di lanciare un messaggio al resto della politica: sulla Cispadana abbiamo già deciso noi senza aspettare di aprire il confronto sul Prit. È dunque doveroso precisare che il “già deciso noi” intende la Cispadana autostradale che sappiamo tutti essere una soluzione “rigida” e non adatta per rispondere alle esigenze di un sistema produttivo e abitativo “diffuso” a differenza della soluzione di strada a scorrimento veloce. Dove la prima dovrebbe essere costruita ex novo mentre nel secondo caso è sufficiente realizzare i tratti mancanti (minor consumo di suolo, minori costi, minore impatto ambientale) con abbinamento alla ferrovia. Siamo convinti della necessità di aprire un confronto sul cosa dovrà essere il sistema trasporti nei prossimi decenni».
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