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Ferrara, la missione del questore Silipo: «Ascoltare e dare risposte»

Daniele Oppo
Ferrara, la missione del questore Silipo: «Ascoltare e dare risposte»

Da Vasco all’ordine pubblico nei primi mesi in città

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Ferrara «Non dobbiamo mai dare per scontate le cose. Il nostro mestiere è ascoltare e dare delle risposte». Luigi Silipo è questore di Ferrara da poco più di tre mesi e l’impronta che vuole lasciare è chiara: una sicurezza costruita sulla collaborazione tra istituzioni e sull’ascolto delle esigenze della comunità.

Il doppio concerto di Vasco Rossi al Parco Urbano “Giorgio Bassani” è stato il suo primo grande banco di prova in città. Un evento di portata eccezionale gestito senza particolari criticità. «È stata una cosa molto bella, la macchina organizzativa è stata impeccabile», osserva.

L’occasione per incontrarlo è la visita in redazione. Anche il rapporto con chi racconta il territorio e raccoglie istanze, problemi e aspettative dei cittadini rientra nella visione di una polizia vicina alla comunità.

Silipo, 57 anni, romano, è questore dal 2023. Ha guidato prima la Questura di Macerata, poi quella di Viterbo e da giugno è alla guida della Questura estense. «Per me è un privilegio essere qui», afferma. Laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, ha trascorso gran parte della sua carriera tra Volanti e Squadra Mobile. Per oltre vent’anni ha operato in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata, prima in Calabria e poi a Torino e Roma. Da investigatore ha preso parte ad alcune delle più importanti inchieste contro la ’ndrangheta, tra cui quelle sull’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Franco Fortugno, sulla faida di San Luca, sulla strage di Duisburg e sull’operazione “Il Crimine”, che contribuì a ricostruire gli assetti internazionali dell’organizzazione mafiosa.

«La Mobile è la mia passione. Mi sono innamorato della Polizia fin da piccolo, quando vedevo le Volanti passare davanti a casa», racconta. E aggiunge: «Per me essere un poliziotto è uno stile di vita, non un lavoro».

L’approdo alla guida di una questura rappresenta però un salto di prospettiva. «È un’evoluzione professionale. Il questore è responsabile della sicurezza e dell’ordine pubblico a 360 gradi. Essere questore a Ferrara è un incarico importante».

Ferrara non presenta indicatori che segnalino una presenza radicata della criminalità organizzata. Un dato positivo che, secondo Silipo, non deve portare ad abbassare la guardia. «Bisogna sempre stare attenti e pronti a cogliere ogni segnale. Sappiamo che nessun territorio è potenzialmente immune alle infiltrazioni della criminalità organizzata, che può agire sottotraccia e nel sommerso».

Un concetto, quello della vicinanza ai cittadini, che il questore ribadisce più volte. «Il nostro mestiere è ascoltare e dare delle risposte. Se la comunità chiede attenzione per determinati fenomeni, anche quando non trovano immediato riscontro nei dati, noi abbiamo il dovere di prestare attenzione e fornire risposte adeguate. Ricontattiamo sempre chi si rivolge a noi».

La recente chiusura di alcuni locali a Cento rappresenta un esempio concreto di questo approccio. «La collaborazione tra forze dell’ordine e amministrazioni locali – sottolinea Silipo –, nel quadro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, è fondamentale per garantire sicurezza e dare risposte efficaci al territorio». 

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