La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso

Ferrara, legionella in quattro scuole e controlli: «Più programmazione»


	Un campionamento della legionella
Un campionamento della legionella

Fp Cgil al Comune: «Verifiche quando erano in servizio già da settimane»

2 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Il recente rilevamento del batterio della legionella nella rete idrica di quattro servizi educativi di Ferrara – Neruda, Cavallari, Trenino e Mongolfiera – riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle scuole. Sulla vicenda interviene con durezza la Fp Cgil, evidenziando che l’episodio «necessita di una riflessione da parte dell’Amministrazione comunale, per il ruolo che ricopre e per le responsabilità che ha in capo, a partire dal tema della sicurezza e della prevenzione sui luoghi di lavoro». Pur riconoscendo che la macchina comunale si è mossa con tempestività per sanificare le condotte, il sindacato spinge per un cambio di prospettiva radicale, rifiutando l’idea che l’allarme possa rientrare del tutto una volta superata la fase acuta. «Come Fp Cgil, pur prendendo atto dell’attivazione in tempi brevi degli interventi di disinfezione, riteniamo che la questione non possa essere derubricata una volta superata la gestione dell’emergenza».

Al centro della critica sindacale vi è la tempistica delle verifiche tecniche, giunte a ridosso dell'avvio delle lezioni, quando i dipendenti erano già operativi da settimane. «Di fronte alla salute e alla sicurezza di lavoratrici, lavoratori e, prima di tutto, dei bambini e delle bambine, è determinante chiedersi se sia stata effettuata un’efficace programmazione preventiva nella fase antecedente all’apertura dei plessi, considerato che buona parte del personale vi ha preso servizio fin dal 20 di agosto». La sigla della Funzione pubblica chiede inoltre se i controlli abbiano coperto l’intera rete prescolare, ricordando che i plessi totali superano i diciassette citati. Secondo la Fp Cgil, serve dunque una pianificazione sistematica che si interroghi sulle criticità estive: «È stato eseguito un monitoraggio costante e puntuale degli impianti idrici durante i mesi estivi, periodo in cui gli edifici sono caratterizzati da una minore, se non nulla, frequentazione e nel quale possono verificarsi condizioni di ristagno dell’acqua?», chiede il sindacato. L’obiettivo è superare le soluzioni estemporanee per adottare una strategia lungimirante. «La programmazione a lungo termine rimane lo strumento più efficace nell’ambito della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro». Per farlo, Ferrara può già contare su tecnici interni qualificati che andrebbero valorizzati per prevenire simili criticità.

In chiusura, la Fp Cgil lancia un appello alla giunta affinché inverta la rotta sui protocolli: «La prevenzione non è un costo, anzi, sempre più spesso rappresenta un elemento capace di produrre maggiore efficienza ed economie nella gestione e nel funzionamento dei servizi. È, soprattutto, un investimento che concorre a garantire in primis la qualità dei servizi, del lavoro e delle persone, nonché un dovere inderogabile nei confronti dei cittadini che di quei servizi sono beneficiari».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google