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Grattacielo di Ferrara, Supercondominio l’ipotesi futura

Andrea Mainardi
Grattacielo di Ferrara, Supercondominio l’ipotesi futura

La possibile amministratrice ha esposto l’idea ai proprietari: pugno di ferro contro i morosi

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Ferrara Prende sempre più corpo il nuovo progetto di rilancio per il grattacielo di Ferrara, anche se tutto verrà deciso dal tribunale nell’udienza di mediazione del 24 settembre. Come anticipato da La Nuova Ferrara nei giorni scorsi, ieri mattina l’avvocata Paola Checchinato (in foto assieme all’avvocato Domenico Preziosa) ha incontrato un nutrito gruppo di residenti e proprietari d’appartamento sotto le tre torri per metterci la faccia e ribadire la volontà di candidarsi come nuova amministratrice di condominio. Originaria di Badia Polesine, Checchinato nella sua carriera più che trentennale si è anche specializzata proprio nell’amministrare condomini raccogliendo sotto la propria gestione circa cinquanta realtà di cui anche una formata da 180 inquilini suddivisi in 13 edifici.

C’è un aspetto fondamentale attorno al quale ruoterebbe questo mandato: quello del supercondominio. Si tratta di una figura prevista dal 2013 nel codice civile che si applica quando più condomini hanno in comune alcune parti come accessi, cortili o ad esempio impianti. Questa raffigurazione non si costituirebbe come una delibera ma anzi, nasce di diritto per la sola presenza di queste condivisioni.

«Il grattacielo – spiega Checchinato – è stato gestito come condominio unico con riparti differenziati per torre. Con un supercondominio invece ci sarebbe un amministratore per le parti comuni il quale in fase di assemblea si interfaccerebbe con altri quattro rappresentanti: uno per torre ed un altro per il cosiddetto corpo aggiunto. Queste figure saranno scelte dai condomini in modo da gestire i processi decisionali in maniera molto più rapida e snella. In sostanza la strada a mio avviso più efficiente è un unico amministratore con incarichi e contabilità distinti, l’assemblea dei rappresentanti di torre per l’ordinaria amministrazione ed un impegno preciso sul recupero delle morosità. Su quest’ultimo aspetto servirà un deciso giro di vite rispetto al passato».

Gli abitanti del grattacielo presenti all’incontro hanno voluto far sentire la propria voce chiedendo innanzitutto chiarezza per quanto riguarda l’impiego delle somme spese in passato tramite un’approfondita revisione contabile ed un “pugno di ferro” nei confronti di chi non paga. C’è anche chi chiede lumi su eventuali tempistiche per il rientro nelle abitazioni ma c’è ancora molto da fare. Una volta sciolto il nodo amministrativo si dovrà scegliere un nuovo responsabile dei lavori che metta in piedi un capitolato per la messa in sicurezza. Da qui poi dovrà partire una raccolta di fondi tra i proprietari per rendere di nuovo abitabili le tre torri, con quelle C ed A che avrebbero bisogno di un numero di interventi sensibilmente minore rispetto alla B.

Un altro aspetto che andrà affrontato a brevissimo dagli avvocati è quello legato ai decreti ingiuntivi presentati dall’ex amministratore Francesco Donazzi e dall’ex direttore lavori Denis Zanetti dello Studio Mezzadri Ingegneria. Per l’opposizione resta ormai poco tempo.

La palla ora passa al tribunale che avrà sostanzialmente tre strade da poter percorrere: scegliere un amministratore dall’apposito elenco, incaricarne uno di quelli proposti dai condomini oppure decretare un rinvio per dare ulteriore tempo all’assemblea condominiale di prendere una decisione in merito. Una strada impervia, quest’ultima, soprattutto alla luce delle tante divisioni interne tra i proprietari di appartamento che stanno di fatto tenendo in stallo da mesi il grattacielo. Ieri all’incontro erano presenti anche i consiglieri comunali del Pd Sara Conforti e Massimo Buriani i quali hanno sottolineato l’importanza di scelte non di parte in modo da evitare personalismi, auspicando che questo progetto del supercondominio possa diventare un valore aggiunto anche a tutela degli inquilini più fragili.

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