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L’episodio

Jolanda di Savoia, cade in un tombino durante la fuga dopo il furto: arrestato

Matteo Ferrati
Jolanda di Savoia, cade in un tombino durante la fuga dopo il furto: arrestato

I militari bloccano un 22enne armato di lama e trapano

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Jolanda di Savoia Quella di domenica è stata un’altra serata da incubo a Jolanda di Savoia a causa dei ladri. Questa volta, però, a un malvivente non è andata secondo i piani. Era l’ora di cena, quando, «tra le 20.30 e le 21.30, nella zona circostante via Aldo Moro, si sono iniziate a sentire urla e delirio – a raccontare l’episodio è il cittadino Diego Zaghi, già testimone sulle nostre pagine di episodi simili avvenuti in agosto –. Una famiglia, moglie e marito, si è trovata tre persone incappucciate in casa ed è riuscita a metterle in fuga». Secondo il racconto, i vicini sarebbero usciti in strada per il trambusto e alcuni avrebbero iniziato ad inseguire i delinquenti. «Sembrava una corsa ad ostacoli: i ladri scavalcavano i cancelli delle varie case e correvano lungo i giardini privati», prosegue Zaghi. Ma poi l’imprevisto: uno di loro sarebbe finito con la gamba in un tombino, facendosi male e agevolando l’intervento da parte dei carabinieri di Copparo, che nel frattempo erano stati mobilitati grazie alla chiamata di alcuni cittadini al numero unico delle emergenze 112.

E così la compagnia carabinieri di Copparo e i militari dell’Aliquota Radiomobile, con il supporto dei colleghi della stazione di Tresignana, hanno identificato e arrestato il 22enne accusato di furto in abitazione, resistenza a pubblico ufficiale, possesso ingiustificato di grimaldelli e porto abusivo di armi. I complici sono in corso di identificazione.

Tuttavia, una volta bloccato, il giovane non si è dato per vinto: ha opposto un’energica resistenza fisica contro i militari, costringendoli a neutralizzarlo facendo scattare l’arresto. La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire e sequestrare un coltello a serramanico con lama di 9 centimetri, una ricetrasmittente sintonizzata sulle comunicazioni con i complici, un trapanino a mandrino impiegato per forzare gli infissi e un passamontagna per coprire il volto: non una banda di sprovveduti.

Dopo le formalità di rito, l’indagato è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della compagnia carabinieri di Portomaggiore a disposizione dell’Autorità giudiziaria estense, in attesa dell’udienza di convalida. Quindi, nella mattinata di ieri, il Tribunale di Ferrara ha convalidato l’arresto e disposto il divieto di dimora nella provincia di Ferrara.

Ora proseguono le indagini sui complici ma è da chiarire se siano due persone, come testimoniano i presenti, o più. «Dalle telecamere di un mio parente si sono riusciti a vedere bene in faccia i ladri: uno aveva gli occhiali da vista ed erano incappucciati – conclude Zaghi –. Ovviamente i filmati sono stati portati in caserma».

E non è tutto: sempre nella notte tra domenica e lunedì, come raccontato ieri sulla Nuova, i ladri hanno compiuto un altro furto in abitazione. L’azione era andata a segno, ma poi i malviventi hanno deciso di abbandonare la refurtiva, che consisteva in una borsa da donna, due portafogli e un cellulare. I ladri avevano rubato anche la macchina, una Ford Puma, salvo poi abbandonarla a Italba, notando forse la presenza del segnale Gps. A Jolanda il problema dei furti sembra lontano dall’essere risolto, e sempre più cittadini chiedono all’amministrazione di intervenire. «Per fortuna ci sono le forze dell’ordine, con cui stiamo imparando a collaborare – aggiunge Diego Zaghi –. Ma quando gli alberi arrivano a coprire la luce dei lampioni, vuol dire che forse manca qualcosa».

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