La Nuova Ferrara

Ferrara

Il regista

Codigoro, Pupi Avati approda nel Delta del Po: il cineasta torna per “Gotico Padano”

Samuele Govoni
Codigoro, Pupi Avati approda nel Delta del Po: il cineasta torna per “Gotico Padano”

Nei prossimi giorni le riprese della nuova serie televisiva. Ex zuccherificio e Garzaia diventano set

2 MINUTI DI LETTURA





Codigoro Codigoro si prepara ad accogliere la troupe di “Gotico Padano”, la nuova serie televisiva diretta da Pupi Avati insieme alla figlia Mariantonia e prodotta da Duea Film in collaborazione con Rai Fiction. Nei prossimi giorni, infatti, dopo mesi di riprese tra Lazio ed Emilia-Romagna, il set approderà nel Delta del Po, terra da sempre cara al regista bolognese.

Del resto, opere come “La casa dalle finestre che ridono” e, più recentemente, “Il signor Diavolo” e “L’orto americano” testimoniano il legame di Avati con atmosfere indefinite, province misteriose e paesaggi capaci di trasformarsi in protagonisti della narrazione.

Un ciak dopo l’altro

A fare da sfondo alle nuove riprese saranno anche l’ex zuccherificio di Codigoro e l’oasi della Garzaia, scelti come ambientazioni per il loro fascino suggestivo e per quell’aura sospesa che ben si presta alle atmosfere della serie. A 87 anni (saranno 88 il 3 novembre) il regista continua a lavorare dietro la macchina da presa con la stessa passione di sempre. Il progetto ha anche ricevuto il sostegno dell’Emilia-Romagna Film Commission.

Ambientata tra le nebbie e le lagune del Po, “Gotico Padano” racconta una storia di misteri rimasti sepolti per decenni. Tutto ha inizio quando una bara vuota riaffiora dal fondale melmoso del fiume, riportando alla luce segreti che affondano le radici negli anni del secondo dopoguerra. A indagare è Guido Iosia, ex investigatore ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento, convinto che dietro quel ritrovamento si nasconda molto più di un semplice atto vandalico.

Cast

La serie, composta da cinque episodi, mescola mistero, suspense e atmosfere gotiche, con il paesaggio del Delta che diventa parte integrante della narrazione.

Tra canali avvolti dalla nebbia, case abbandonate e specchi d’acqua immobili, il passato torna a reclamare il proprio spazio, trascinando con sé colpe mai davvero dimenticate. Ad affiancare Avati c’è un cast tecnico e artistico di primo piano. Alla fotografia figura Cesare Bastelli, storico collaboratore del regista, mentre tra gli interpreti compaiono Lodo Guenzi, Francesca Neri, Alessandro Haber e Leonardo Maltese. Previsto anche un cameo di Ornella Muti. Le riprese dovrebbero terminare entro la prima metà di ottobre, non è ancora stata annunciata una data di messa in onda ma è facile pensare che non sarà prima del prossimo anno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google