Comacchio, maltratta la madre: condannato a tre anni e mezzo
La decisione del giudice nei confronti di un uomo di 46 anni
Comacchio Condanna a tre anni e mezzo di reclusione. È la pena che la giudice Valentina Camurri ha deciso nei confronti di un uomo di 46 anni imputato di maltrattamenti e lesioni ai danni della madre. La stessa pena, al termine della requisitoria, era stata chiesta dal pubblico ministero Stefano Longhi.
L’uomo, assistito dall’avvocato Massimiliano Rizzati nella fase finale del procedimento, era accusato di una serie di comportamenti maltrattanti – offese, minacce e anche delle lesioni – posti in essere nei confronti della madre, spesso dettati dall’abuso di alcolici e di sostanze stupefacenti e dalla pretesa di ricevere del denaro. Il contesto è quello di relazioni familiari molto difficoltose e conflittuali. Il 46enne era tornato negli ultimi anni a vivere dai genitori dopo un periodo di vita all’estero e la situazione è degenerata presto.
Nel novembre del 2025 i maltrattamenti erano andati oltre, arrivando a provocare delle lesioni alla madre, portata all’ospedale del Delta di Lagosanto e che dopo, per questioni di sicurezza, era stata collocata in due diverse strutture assistenziali. Finché a gennaio il figlio non l’ha rintracciata e l’ha riportata a casa. In quell’occasione, all’arrivo dei carabinieri, la donna aveva affermato di non voler abbandonare la propria abitazione, ma gli inquirenti hanno continuato a monitorare la situazione: prima un divieto di avvicinamento e poi, dopo i controlli, l’aggravamento della misura cautelare con il trasferimento in carcere ad aprile, dove tuttora il 46enne è ristretto. Dalle telecamere di un vicino di casa, si era scoperto che l’uomo aveva violato per una sessantina di volte il divieto e probabilmente si era ristabilito nella casa familiare, dove la conflittualità non era cessata.
Ieri, 23 settembre, si è concluso il processo, la difesa ha chiesto l’assoluzione sostenendo che mancassero una condotta abituale e reiterata tali da integrare il reato di maltrattamenti e chiedendo il minimo della pena per l’accusa di lesioni o in caso di condanna per entrambe le contestazioni.
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