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Dogato resta senza la macelleria: un altro pezzo di storia che se ne va

Marcello Pulidori
Dogato resta senza la macelleria: un altro pezzo di storia che se ne va

Federica e Paolo ai saluti: sono stati parte attiva di una comunità molto coesa

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Dogato Dogato saluta Federica e Paolo: chiude la macelleria del paese. Ci sono attività che non sono semplicemente negozi in cui entri ogni tanto. Diventano dei veri punti di riferimento, luoghi di incontro, volti familiari che fanno parte della vita quotidiana di un paese. Soprattutto a Dogato, un paese che fa della coesione sociale uno dei suoi punti di forza. Così il paese deve salutare Federica e Paolo, che dal 2019 hanno condotto con professionalità, passione e cortesia la macelleria.

Un luogo di eccellenze e un punto di riferimento

In questi anni trascorsi non hanno portato a Dogato soltanto carne di qualità, ma una vera arte della gastronomia. Dietro quel banco sono passate tante specialità che molti continueranno a ricordare: il somarino, gli scottadito, il cinghiale con la polenta, le cotolette fatte come una volta, i piatti casalinghi e tante altre squisitezze che ci hanno fatto gustare e apprezzare la loro cucina.

Quei banconi, sempre preparati con cura e ricchi di ogni bontà, erano uno spettacolo per gli occhi ancora prima che per il palato. Federica e Paolo inoltre hanno saputo trasformare il loro lavoro in qualcosa di più: un servizio alla comunità. Lo abbiamo capito soprattutto negli anni difficili del Covid, quando la loro macelleria è rimasta uno dei pochi punti di riferimento aperti del paese.

«In un momento in cui tutto sembrava fermarsi – spiega Manuele Marani, titolare della Marani Impianti di Dogato –, sapere di poter trovare una porta aperta, un sorriso e un servizio essenziale ha rappresentato molto, soprattutto per le persone più anziane.

Ma Federica e Paolo sono stati anche parte, molta parte, della vita sociale di Dogato. Per anni hanno sostenuto Dogato Live, dimostrando concretamente la loro vicinanza alle iniziative e alle persone del nostro paese».

Le ragioni della chiusura

Purtroppo ogni giorno raggiungevano Dogato da lontano e, con il passare degli anni, il peso degli spostamenti, insieme anche a motivi di salute, li ha portati a prendere una decisione certamente non facile: lasciare un paese al quale si erano profondamente affezionati e che, allo stesso modo, si era affezionato a loro. La loro partenza lascia quindi un doppio vuoto.

Quando chiude una macelleria di paese non si abbassa soltanto una saracinesca. Si perde un servizio, un luogo dove incontrarsi, scambiare due parole, chiedere un consiglio e sentirsi, semplicemente, a casa. Un posto caro, insomma.

Resteranno però tanti ricordi: i loro sorrisi, la disponibilità, i banconi preparati con cura, il profumo delle loro preparazioni e tutte quelle specialità che per anni hanno accompagnato le nostre tavole. La vita continua a scrivere pagine, e nessuno può sapere cosa riserverà quella successiva. Questa, però, può avere una degna chiusura ed è il ringraziamento che lo stesso Marani rivolge ai due protagonisti: «Grazie, Federica e Paolo. Grazie per quello che avete fatto, per quello che ci avete dato e per essere stati, per sette anni, parte del nostro paese. Dogato è un paese che non dimentica chi gli ha voluto bene». 

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