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Ferrara, contatori da sostituire e fatture troppo salate: «Effettuate un ricalcolo»

Matteo Ferrati
Ferrara, contatori da sostituire e fatture troppo salate: «Effettuate un ricalcolo»

Il consiglio di Confconsumatori in caso di bollette dubbie

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Ferrara Se a casa arrivano bollette particolarmente salate o dubbie, è buona prassi effettuare un ricalcolo: esistono infatti delle realtà, come Confconsumatori, che forniscono assistenza a tutto tondo per tutelare consumatori e utenti. Così hanno fatto tre clienti ferraresi, di cui raccontiamo i casi.

«Al nostro associato è arrivata una fattura gas pari a 879,55 euro – spiega il primo episodio Antonio Frascerra, responsabile Confconsumatori Ferrara -. Grazie al ricalcolo, l’importo effettivo da pagare è sceso a 191,73 euro». Passo indietro. L’11 marzo 2026 al cliente è stato sostituito il contatore del gas per le batterie scariche. L’ultima lettura rilevata è del 31 dicembre 2025 ed è pari a 12.162 smc (standard metro cubo); a questa sono seguite l’auto lettura al 31 gennaio 2026 per 12.565 smc e quella al 28 febbraio per 12.786 smc. Tutte le fatture sono saldate. Tuttavia, da settembre 2025 il consumatore ha un contatore in autonomia, non più condiviso con altre unità abitative come in precedenza, che ha permesso un netto calo dei consumi. Prosegue Frascerra: «Abbiamo richiesto che la nuova lettura ricalcolata venisse comunicata al vecchio venditore il quale, al fine di poter emettere la fattura corretta Inrete prendendo atto di tutta la documentazione inviata, attestante l’impossibilità di un consumo pari a 501 smc in soli 11 giorni, ha effettuato il ricalcolo riducendo l’importo da pagare da 879,55 euro a 191,73 euro». Il risparmio netto è di 687,82 euro.

Secondo caso

Un consumatore affitta un appartamento ed effettua tutte le volture delle utenze a suo nome. Il proprietario installa dei condizionatori con pompa di calore. Poiché è spesso fuori per lavoro, l’affittuario usa poco il gas e molto la pompa di calore per riscaldare. Nel febbraio 2026, però, all’uomo arriva una fattura gas particolarmente alta e con consumi stimati. La paga. Va a fare l’auto lettura ma qui si accorge che il contatore è spento per batterie scariche. Allora decide di contattare il fornitore, e il contatore viene sostituito il 24 marzo 2026. Viene emessa fattura a conguaglio, dall’ultima lettura reale del 31 dicembre 2025 al momento della sostituzione, con un consumo addebitato per 559 smc. Ma ciò è impossibile poiché dal momento della voltura (4 aprile 2025) fino al 31 dicembre 2025 il consumatore, usando la pompa di calore e non il gas per riscaldare casa, aveva un consumo reale di soli 70 smc. Grazie a Confconsumatori, sono stati ricalcolati i consumi a soli 53 smc contro i 559 smc ingiustamente addebitati.

Terzo caso

Un consumatore nel marzo 2026 riceve una fattura da 2,1mila euro. Chiama il fornitore comunicando che probabilmente il contatore non funziona, notando un netto incremento dei consumi a partire dal 1° gennaio 2026. Da quella data al momento della sostituzione del contatore, il 26 marzo, vengono infatti addebitati 2.149 smc (in soli 85 giorni). Il nuovo contatore elettronico riporta consumi inferiori e congrui con lo storico. Il consumatore riceve un’ulteriore bolletta da 1.220 euro, che va a coprire il periodo mancante fino alla sostituzione dello stesso; gli viene detto che il contatore funziona, e oltre a dover pagare le varie fatture gli viene addebitata la spesa per la verifica metrologica. «Dimostrati gli errori – conclude Frascerra -, il nostro reclamo è stato accolto e al consumatore sono stati stornati 1.999 smc».

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